Como, 20 aprile 2017 - Molestie sempre più pesanti nei confronti di una volontaria della Croce rossa all’interno del campo di accoglienza governativo di via Regina Teodolinda. Un ventenne libico, è stato arrestato dalla polizia, martedì, con l’accusa di violenza sessuale. Un titolo di reato che comprende qualunque condotta a sfondo sessuale, a cui è andato incontro anche il giovane migrante, dopo l’insistente approccio avuto con la donna, che più volte avrebbe cercato di farlo desistere, imponendogli di non avere contatti con lei. L’episodio è avvenuto alla presenza di altri volontari, che si sarebbero avvicinati quando si sono resi contro che il ragazzo, ospite del centro da diversi giorni, stava avendo una condotta che andava al di là del tollerabile. Stava vicino all’operatrice, cercava di toccarla nonostante i suoi tentativi di respingerlo, fino a degenerare. La polizia, presente all’interno del centro, ha deciso di procedere con l’arresto. È stato portato al Bassone, in attesa dell’interrogatorio di convalida del suo arresto, che si svolgerà tra venerdì e sabato. Potrà decidere se rispondere e giustificare la sua condotta, e il giudice dovrà decidere in merito alla convalida di tale arresto, e alla eventuale necessità di disporre misure cautelari a suo carico, anche in considerazione della sua precarietà. Non risultano, per ora, episodi precedenti simili a questo: i sporadici arresti avvenuti finora, a oltre sei mesi dall’apertura del centro, sono scaturiti da furti o reati contro il patrimonio, non contro le persone.