Ibs Forex, arriva l’istanza di fallimento

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L’ISTANZA di fallimento di Ibs Forex, la finanziaria comasca sparita nel nulla un paio di mesi fa, ieri mattina è giunta formalmente sul tavolo del giudice civile Pao...
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71.jpg 2009-10-20
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L’ISTANZA di fallimento di Ibs Forex, la finanziaria comasca sparita nel nulla un paio di mesi fa, ieri mattina è giunta formalmente sul tavolo del giudice civile Paola Parlati. In realtà, per correttezza dei termini procedurali, si deve ancora di prefallimento: una fase preliminare, in cui il giudice prende atto della situazione e delle componenti segnalate dalla Procura. Vengono qui analizzati i presupposti in base ai quali è stato presentato il ricorso - in questo caso da parte del sostituto procuratore Massimo Astori, titolare del fascicolo penale - e le eventuali opposizioni.
A QUEL PUNTO la procedura coinvolge il tribunale collegiale, che a Como è composto da Pietro Giuffrida, Vito Febbraro e Paola Parlati, che si riunisce in camera di consiglio, quindi con una udienza non pubblica. È compito del tribunale fallimentare convocare il debitore ed i creditori costituiti nel fallimento, ma allo stesso tempo interviene il pubblico ministero che ha assunto l’iniziativa per la dichiarazione di fallimento. Per tutto questo non è ancora stata data comunicazione al Collegio, e quindi nemmeno fissata una data di udienza, in attesa di portare avanti questa prima fase prefallimentare.

NEL FRATTEMPO la Procura potrebbe fare ulteriori passi avanti nel circoscrivere le potenziali parti offese, che ogni settimana aumentano di numero, facendo anche lievitare l’ammontare dei soldi che sarebbero spariti a causa degli investimenti catastrofici di cui ha parlato Graziano Campagna quando è stato sentito dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di finanza di Como, in qualità di persone informata sui fatti. Sarebbe infatti stato lui il primo ad avere l’intuizione legata al mercato del Forex, che per almeno un paio d’anni ha garantito rese importanti agli investitori che hanno accettato di rischiare la speculazione legata ai mercati valutari. La stessa amministrazione provinciale di Palermo, come è noto, ha affidato alla finanziaria trenta milioni di euro, che ora mettono a rischio il bilancio dell’ente. Investimenti fatti progressivamente, sulla scorta dei successi e della resa che man mano garantiva ottimi ritorni.
TUTTAVIA lo stesso Campagna, a maggio, è stato anche il primo a percepire il crollo di quel mercato, almeno per la parte su cui aveva puntato la società comasca. Uscito per prima dalla composizione societaria, assieme a Sandro Tiso, ha proseguito la sua attività in Canton Ticino, spiegando agli inquirenti di aver tentato a lungo e senza successo il recupero delle finanze evaporate. Intanto. dal punto di vista penale, la Guardia di finanza sta proseguendo nella ricostruzione di tutta la finanziaria, per la quale si procede con l’accusa - tuttora a carico di ignoti - di appropriazione indebita. Nonostante le denunce che arrivano man mano, resta da capire quanto fosse effettivamente aricolata l’attività.
Pa.Pi.
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