Lecco, 12 maggio 2017 - Donne single di Lecco messe in esposizione. È in vendita su internet un vero e proprio catalogo informatico che raggruppa i profili Facebook di un migliaio di donne, 1.218 per la precisione, che abitano a Lecco e che sul celebre social network si sono dichiarate single. Al modico prezzo di 6,74 euro, Iva esclusa, è possibile scaricare online un file in formato pdf con le foto, alcune informazioni di base e un link che rimanda direttamente ai singoli profili. Peccato però che le dirette interessate si siano ritrovate a loro insaputa nell’elenco. L’iniziativa editoriale, identica a quella messa in campo, anzi in rete, a Monza, è curata e gestita da volontari di una presunta associazione culturale non profit fondata nel luglio 2013, il cui scopo è quello di «promuovere la cultura, in particolare quella scientifica e tecnica, e di scovare libri e autori non-fiction non ancora valorizzati quanto meritano», si legge sul loro sito.

Agli operatori della stessa organizzazione sono ascrivibili anche altri libri digitali, che trattano di cucina, paranormale, computer, business. Gli incassi dovrebbero essere destinati alla promozione di concorsi letterari di cui però non si trova traccia. Molte delle single che loro malgrado fanno parte del catalogo, quasi siano in cerca di uomini o disponibili ad avventure, non l’hanno naturalmente presa bene e promettono denunce e querele.

«Purtroppo occorre prima stabilire se i dati divulgati siano stati acquisiti e comperati con il permesso di Facebook – spiega tuttavia Marco Cadeddu, comandante della Mobile che spesso indaga su reati informatici -. In tal caso la vicenda sarebbe molto difficile da risolvere. Quando ci si iscrive a Facebook infatti si cedono ad esso tutti i diritti di quanto si pubblica, dalle informazioni alle fotografie». Per evitare di finire in simili situazioni basta osservare però alcuni semplici accorgimenti: «Intanto è opportuno mantenere profili «chiusi», concedere l’«amicizia» solo a chi si conosce veramente e non condividere mai informazioni sensibili sui propri recapiti, la propria situazione sentimentale e la professione», suggerisce il dirigente della Mobile. Ciò vale soprattutto per i minorenni, che nemmeno potrebbero iscriversi a Facebook.