Como, 29 novembre 2017 - Un gruppo di tredici skinhead ha fatto irruzione nella tarda serata di ieri all'assemblea della "Rete Como Senza Frontiere" (costituita dalle associazioni e dai movimenti che sono attivi nell'accoglienza) per leggere un comunicato contro la presenza in Italia di migranti. Sull'episodio, denunciato dagli stessi attivisti dell'associazione, è stata aperta un'inchiesta condotta dalla Digos. L'incontro si stava tenendo al chiostrino di Sant'Eufemia, a Como. Non si sono registrati problemi di ordine pubblico, il gruppo neofascista ha lasciato il chiostrino pochi minuti dopo l'irruzione. Come reso noto dalla Questura di Como gli esponenti di "Veneto Fronte Skinheads", protagonisti del blitz saranno denunciati per il reato di violenza privata. Quattro dei partecipanti all'irruzione sono stati già identificati. Indagini  in corso per identificare tutti i componenti del gruppo.

"Alle ore 21.30 di ieri - ha ricostruito la Questura lariana - in una delle sale riunioni dell'area denominata 'Chiostrino di Sant'Eufemia', un gruppo di 13 persone appartenenti all'associazione di estrema destra 'Veneto Fronte skinheads', ha fatto irruzione nel corso di un'assemblea pubblica organizzata dagli aderenti alla rete 'Como Senza Frontiere', sodalizio costituito dalle associazioni e dai movimenti che sono attivi nell'accoglienza dei migranti in questo capoluogo. I militanti di destra una volta entrati nel locale, si sono posizionati intorno al tavolo occupato da una decina di partecipanti e, dopo aver interrotto la riunione, un loro portavoce ha letto il testo di un comunicato stampa contenenti forti critiche alla gestione del fenomeno migratorio avente titolo: 'Como Senza Frontiere: ipocriti di mestiere!'. Al termine, i militanti di estrema destra si sono allontanati senza provocare incidenti. È in corso un'attività investigativa tesa all'identificazione di tutti i componenti dell'associazione 'Veneto Fronte Skinheads'  presenti. Tutti verranno deferiti all'autorità giudiziaria per violenza privata"

In merito all'episodio è arrivata anche la dura presa di posizione di Emanuele Fiano, Chiara Braga e Mauro Guerra, deputati Pd e firmatari di una interrogazione su quanto accaduto: "Un'azione gravissima e inaccettabile - dicono -. Una vera e propria intimidazione condotta in stile squadristico, con proclami razzisti, all'interno di una sede dove persone pacifiche sono riunite per discutere le loro azioni di solidarietà. Riteniamo che le istituzioni della nostra democrazia non possano restare in silenzio di fronte a questo episodio che, purtroppo, è soltanto l'ultimo di una serie di azioni che destano seria preoccupazione. Per questo abbiamo ritenuto di rivolgere un'interrogazione al ministro dell'Interno- concludono gli esponenti Dem - per chiedere quali interventi ritenga opportuni per affrontare quella che sta divenendo per molti territori del nostri Paese una reale emergenza". Condanna all'episodio anche da parte della Federazione provinciale di Rifondazione comunista: "Da tempo denunciamo una pericolosissima deriva di stampo fascista a Como, in Lombardia, in Italia ed in Europa e purtroppo spessissimo sottovalutata dalle istituzioni".