Inverigo (Como), 7 dicembre 2017 - Il sequestro del carico ingentissimo, del denaro e il loro arresto, risalgono a marzo di quest’anno. Q. N., 33 anni, residente a Inverigo e A.N. 31 anni, domiciliato nella stessa abitazione, entrambi disoccupati, erano stati trovati in possesso di 32 chili di cocaina, oltre a 235mila euro in contanti. Ieri sono stati processati con rito abbreviato e condannati a 9 anni di carcere a testa, dal gup di Como Maria Luisa Lo Gatto. Il ritrovamento era stato fatto dalla Guardia di finanza del Nucleo di Polizia Tributaria di Varese: a loro erano arrivati in seguito all’individuazione della loro auto, utilizzata per il trasporto di droga acquistata in Olanda. Gli inquirenti sono così risaliti all’abitazione di Inverigo, e poi a un garage, sempre a Inverigo, non immediatamente riconducibile ai due fratelli, ma nella loro disponibilità, utilizzato per lasciare l’auto e come magazzino. All’interno dell’abitazione, i militari non avevano trovato nulla, se non un mazzo di chiavi di un secondo appartamento, che anche in questo caso non aveva apparentemente nulla a che fare con loro.

Ma che invece, come hanno scoperto poco dopo, era stato adibito a deposito della droga. Qui, all’interno di un armadio chiuso a chiave, c’erano i 32 chili di cocaina confezionata in 29 panetti, ma anche il denaro contante, suddiviso in mazzette da 10mila euro ciascuno. Su uno dei panetti, era stampata la scritta «Duce», forse indicazione di una particolare partita di provenienza. Inoltre la perquisizione svolta sulla Opel Astra in uso ai due albanesi, si era conclusa con la scoperta di ulteriori 3000 euro, custoditi all’interno di un ingegnoso doppiofondo, a cui si accedeva dal vano porta oggetti anteriore: dotato di serratura meccanica, era azionabile con un ferretto da inserire in un piccolissimo foro. Secondo la quantificazione svolta dalla stessa Guardia di finanza, lo stupefacente finito sotto sequestro aveva un valore di mercato di circa 4 milioni e mezzo di euro.