Bulgarograsso (Como), 9 febbraio 2018 - Ore di lavoro da parte di una quantità di tecnici, all’interno di un’area industriale la cui attività è bloccata, ancora non hanno consentito dicapire cosa abbia provocato l’esplosione dei due serbatoi all’interno dell’Ecosfera, azienda chimica di Bulgarograsso. Trenta persone all’ospedale, tre feriti, due dei quali in condizioni gravi. Ma non in pericolo di vita.

La Procura di Como ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di lesioni colpose derivanti da infortunio sul lavoro, ma di fatto questa è una iscrizione del tutto tecnica e ipotetica, in attesa di verificare cosa non abbia funzionato nella filiera di trattamento delle sostanze chimiche esplose. Acetone e acetilene in lavorazione, capaci di generare uno scoppio sentito a chilometri di distanza, e una fiammata che per ore ha avvolto una parte dell’impianto, fino alla messa in sicurezza a cui si è arrivati solo mercoledì in tarda serata. Le indagini sono affidate al sostituto procuratore di Como Giuseppe Rose, magistrato di turno che mercoledì ha svolto un primo sopralluogo. Ieri è giunta solo una prima relazione dei vigili del fuoco, che non arriva a spiegare le cause dello scoppio.

Da parte loro, anche Ats Insubria e i carabinieri stanno portando avanti diversi accertamenti, ognuno per le rispettive competenze, con l’obiettivo di ricostruire la procedure di lavorazione e trattamento delle sostanze, e capire dove si sia generata la criticità. Sempre di ieri èuna comunicazione ufficiale da parte di Ecosfera, da parte dell’amministratore delegato Linda Barri: «Grazie alla professionalità e preparazione degli addetti all’emergenza, e ai sistemi di sicurezza e impiantistici presenti in azienda, per i quali spendiamo moltissimo e che hanno funzionato correttamente – ha detto – nonché al rapido intervento delle squadre di soccorso, è stato possibile contenere l’evento e i relativi danni». E ancora: «Stiamo lavorando per accertare le cause, dando la massima collaborazione a tutti gli enti preposti. Siamo molto dispiaciuti per i nostri dipendenti: un paio sono in condizioni critiche ma non gravi, e saranno dimessi tra qualche giorno. Non siamo ancora in grado di sapere quali sono state le cause: i controlli vengono fatti mensilmente, c’è un preciso sistema di gestione». Anche il conteggio dei danni non è ancora stato completato.