Villa Guardia, 9 settembre 2017 - Bello di notte l’elisoccorso di Como che nell’ultimo anno ha raddoppiato le missioni compiute dopo il calar del sole. Un piccolo miracolo di tecnica e organizzazione, dovuto anche all’impiego dei visori Nvg (Night vision goggles) che proprio a Como vennero utilizzati per la prima volta nei voli di soccorso sanitario civile, dopo essere già stati ampiamente testati in ambito militare. Così nel giro di un paio di anni si è passati dalle 111 missioni del 2015 alle 235 dell’anno scorso fino a 282 voli compiuti quest’anno tra gennaio e agosto.

Se a queste si aggiungono le attività diurne si sale da 808 interventi compiuti nel 2015 ai 1.035 effettuati lo scorso anno per arrivare ai 930 effettuati fino a oggi, con la possibilità concreta di stabilire un nuovo record entro la fine di dicembre. «Questi risultati – sottolinea Maurizio Volontè, responsabile del 118 e dell’Elisoccorso di Como – mettono in evidenza lo sviluppo di un sistema in cui la scelta di impiegare nuove tecnologie evolve in sinergia con un’integrazione sempre maggiore dell’elisoccorso, a livello regionale, con tutte le risorse territoriali e con la rete ospedaliera. L’obiettivo è soccorrere il paziente nel più breve tempo possibile e trasportarlo tempestivamente e con un’assistenza qualificata nell’ospedale più idoneo». Anche per questo l’elisoccorso negli ultimi anni è diventato uno strumento indispensabile per gestire i soccorsi nei casi più gravi, fermo restando che la maggior parte degli interventi continuano a essere via terra: 45mila nel 2016 (il 75% dei quali per casi gravi o molto gravi) mentre da gennaio a oggi si sono già superati i 30mila interventi.

Naturalmente non basta arrivare con la massima tempestività, occorre anche utilizzare le migliori attrezzature e per questo la Fondazione ProElisoccorso – Servizio 118 Onlus e Rotary ha donato un massaggiatore cardiaco meccanico esterno che è già entrato in funzione sugli elicotteri che decollano dalla base di Villa Guardia. «Questo strumento – spiega il dottor Guido Villa, della direzione sanitaria di Areu – viene utilizzato per effettuare la rianimazione cardiopolmonare, supportando le attività svolte manualmente dai soccorritori, soprattutto nelle situazioni in cui la risposta alle manovre rianimatorie e di defibrillazione non è immediatamente risolutoria».