Cucciago (Como), 14 aprile 2017 - A tre giorni dall’incidente ferroviario che ha causato la morte di uomo, ancora non ci sono certezze sulla sua identità. Nessuna denuncia di scomparsa è giunta in queste ore, e nessuno si è fatto avanti, sia in Italia che in Svizzera, con il dubbio che possa essere un parente, o qualcuno di sua conoscenza. Gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore di Como Mariano Fadda, stanno lavorando su una fotocopia di un documento trovato nel vasto tratto di ferrovia interessato dall’incidente.  Appartiene a un uomo di età compresa tra i 30 e i 40 anni, di nazionalità italo-svizzera. Si sta cercando di rintracciarlo, o almeno di risalire a lui, per capire se quel ritrovamento non ha nulla a che fare con l’incidente mortale, o se è stato perso dalla persona morta lungo i binari, nel frattempo, durante le operazioni di recupero del corpo, sarebbero stati trovato altri oggetti, che anche in questo caso sono al vaglio per capire se hanno attinenza con la persona di cui si sta tentanto, con estreme difficoltà, l’identificazione.

Rimane un grosso interrogativo sulla modalità dell’incidente, avvenuto martedì nel primo pomeriggio alla stazione di Albate, dove era in transito un treno proveniente da Chiasso e diretto a Milano Porta Garibaldi. In quella stazione non sono presenti telecamere, e manca quindi un riscontro oggettivo che possa aiutare una ricostruzione estremamente complessa, che finora ha fatto pochi passi avanti. l’ipotesi più probabile è che l’uomo stesse scendendo dal treno, rimanendo in qualche modo agganciato. Il piede potrebbe essere rimasto chiuso all’interno delle due porte, serrate così fortemente da impedirgli di liberarsi quando il convoglio è partito. Oppure essere rimasto agganciato in qualche altro modo, per esempio a una parte meccanica.

Un dettaglio che non ha cambiato la conseguenza drammatica a cui è andata incontro la vittima. L’uomo è stato trascinato per quattro chilometri, fino a Cucciago, dove ci si è accorti di quella parte di gamba rimasta incastrata nella porta della quinta carrozza. Solo allora, è scattato l’allarme, e iniziato il recupero a ritroso del corpo. Come sia potuto accadere, cosa non abbia funzionato nei sistemi di sicurezza, o quale condotta abbia portato la vittima a mettersi in quella condizioni da cui non è riuscito più a sottrarsi, sono aspetti ancora da capire, che non si risolveranno in tempi brevi.