Como, 23 dicembre 2017 - Com'era accaduto due settimane con la manifestazione al Monumento ai Caduti contro il blitz del Fronte Veneto Skinheads la città è tornata a scendere in piazza, questa volta senza big nazionali visto che il tema era tutto locale anche se l'ordinanza anti-clochard ormai da una settimana sta facendo discutere mezza Italia. Di fronte al colonnato dell'ex-chiesa di San Francesco, il luogo dove lunedì all'alba sarebbe accaduto il "fattaccio" tra vigili e volontari dell'associazione WelCom culminato con l'allontanamento dietro minaccia di sanzioni.

Questa nelle piazza di fronte al mercato si respirava tutt'altro clima, almeno quattrocento persone hanno raccolto l'invito di Como Senza Frontiere e "bivaccato" in maniera rumorosa e colorata. C'erano gli studenti in tenda, le mamme con il latte e i biscotti, le bandiere del sindacato e dell'Arci, ma soprattutto c'erano tanti volontari che ogni giorno dell'anno seguono da vicino gli ultimi che vivono in città e sanno bene che non basta un'ordinanza sotto Natale per farli sparire dalle strade, come fosse un colpo di bacchetta magica. Una sola la parola d'ordine della manifestazione: "Sindaco ripensaci", ma bisogna vedere se le loro voci sono state abbastanza forti per arrivare fino a Palazzo Cernezzi. A dir la verità già dall'altra parte della strada, tra gli operatori e i clienti del mercato di Natale sotto le mura, c'era ben poca voglia di solidarietà e qualcuno si è messo addirittura a urlare: "Se i barboni vi piacciano tanto portateveli a casa". Per ora ognuno rimane sulle sue posizioni, le associazioni e la sinistra in piazza e il sindaco con la maggioranza di centrodestra fermo nel mantenere in vigore l'ordinanza. In mezzo ci sono i comaschi più che mai divisi. A Como si sono visti Natali migliori.