Orsenigo, 5 agosto 2017 - Il custode giudiziale del Calcio Como, Francesco Di Michele, ha chiesto il fallimento della società Fc Como srl, di Puni Essien, e i giudici mettono sotto sequestro l’intera società. La formalizzazione è avvenuta ieri durante l’udienza che si è svolta davanti ai giudici della Prima Sezione Civile di Como – il presidente Paola Parlati, Giulia Troina, Alessandro Petronzi – per la richiesta, giunta a fine luglio di sequestro conservativo del campo di Orsenigo.

Alcune settimane fa, infatti, Di Michele, inizialmente curatore fallimentare del Calcio Como, e ora custode giudiziale, ha dato incarico allo studio legale Marcinkiewicz di Como di procedere con una istanza in cui si chiedeva che venisse tutelato il bene, al fine di preservare la possibilità di estinguere il debito derivante dai canoni di affitto che finora non sono stati pagati: in tutto 90mila euro per tre mesi di locazione, solo per questa voce. Arretrati a cui si aggiungerebbero altri 600mila euro di debiti con dipendenti e collaboratori, tuttora pendenti. Così ieri, i legali presenti in rappresentanza di Di Michele, hanno di fatto rinunciato alla richiesta di sequestro conservativo del campo, presentando al contempo la richiesta di sequestro dell’intera società, e di fallimento della stessa. Se la prima richiesta è stata immediatamente accolta dal Collegio del Tribunale Civile, per la seconda è stata fissata un’udienza a fine settembre davanti al giudice fallimentare. Anche a fronte delle recente messa in liquidazione della stessa società, decisione che ha ingenerato il timore di una potenziale perdita del capitale.

La Fc Como srl a metà marzo si era aggiudicata all’asta la società calcistica, con l’unica offerta da 237mila euro, diecimila in più rispetto alla basa fissata dal Tribunale di Como. Così la società Como Calcio, era diventata «Fc Como srl». Società costituita il 7 marzo da Doris Essien Akousa, 40 anni e altri due soci italiani, con il preciso fine di partecipare all’asta. Nelle clausole, rientrava il far fronte a una serie di costi, tra cui il pagamento del canone del campo utilizzato per gli allenamenti a partire dall’effettiva acquisizione. Clausole che tuttavia, quasi cinque mesi dopo, non sono ancora state rispettate.