Como, 4 ottobre 2017 -  Parte da Como la rivolta dei commercianti contro l’obbligo di accettare pagamenti con bancomat e carte di credito a partire da acquisti superiori ai cinque euro. Colpa dei costi di commissione troppo alti e della difficoltà, in particolare per gli ambulanti, di attrezzarsi con Pos portatili per evitare le sanzioni. Un malumore raccolto dal presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli, che in questi giorni ha deciso di scrivere ai parlamentari comaschi per chiedere loro di aiutarlo ad avanzare una proposta rivoluzionaria: abolire tutte le commissioni sulle transazioni, così da venire incontro alle esigenze dei commercianti.

«Oggi le commissioni ammontano anche al 3% per ogni acquisto effettuato, questo vuol dire che all’anno chi vende si vede trattenere dalle banche anche 6mila euro – spiega Casartelli – La nostra proposta riguarda l’abolizione delle commissioni sulle transazioni a fronte del pagamento del solo canone mensile comprensivo di tutto. Proponiamo di far pagare una tantum di 20 euro, che nei prossimi anni potrebbero scendere a 12, com’è accaduto per la telefonia. La nostra è una una proposta di buon senso, così ci guadagnerebbero tutti: i nostri associati e i cittadini che potrebbero pagare anche un caffè con la carta di credito e persino gli istituti bancari e di credito che beneficerebbero dell’allargamento della platea di clienti».

Confesercenti chiede che le commissioni siano ridotte allo 0,2% sul valore delle transizioni. «I dati ci dicono che invece negli ultimi due anni i costi sono aumentati mediamente del 19%, per i negozianti tra acquisto, canone e commissioni gli aumenti sono arrivati anche al 40% e così ci si rimette invece che guadagnare. La nostra associazione - prosegue Casartelli - in seguito alla emanazione delle nuove norme in materia attualmente al vaglio del Governo, si attiverà con i principali istituti di credito del comasco per stipulare convenzioni a favore dei propri associati».

La simulazione sui costi chel’esercizio commerciale sostiene in un anno per offrire questo servizio, realizzata per tre diverse tipologie di esercizi pubblici tra i più diffusi, ha evidenziato che per un POS si può arrivare a spendere oltre 6.298 euro annui, con costi che vanno dal 6,5% a oltre il 40% in più rispetto al 2015.Gli incrementi maggiori si registrano per chi accetta pagamenti bancomat con POS fisso che vanno dal 33,5% al 40,4% in più, mentre rimane più conveniente installare e accettare pagamenti con il Bancomat da POS mobile, ossia gestibili tramite smartphone. I negozianti sono quelli che hanno subito gli aumenti maggiori e, rispetto al 2015 pagano l’installazione e il mantenimento del POS dal 12,4% al 40,4% in più. Ro.Can.