Cernobbio (Como), 31 dicembre 2017 - L’anno nuovo rischia di cominciare con problemi vecchi, anzi vecchissimi a Cernobbio dove ancora una volta la galleria lungo la Statale Regina è stata chiusa per infiltrazioni. Da ieri mattina gli addetti dell’Anas deviano il traffico proveniente dall’Alto Lago e diretti in città lungo la Regina Vecchia, costringendo gli automobilisti a un lungo e lento serpentone attraverso la strettoia che dall’ingresso dell’hotel Villa d’Este porta al centro storico. Nella direzione opposta le auto dirette in Alto Lago deviate all’altezza della rotatoria all’ingresso del paese. All’interno della galleria altri operai sono al lavoro per cercare la causa di alcune infiltrazioni d’acqua segnalate dagli automobilisti in transito. 

Ormai va avanti così da trentacinque anni, ma in paese non riescono ancora a farci l’abitudine, consapevoli che tutte le volte che la galleria chiude si torna ostaggio delle auto. Trentacinque anni di manutenzioni e rifacimenti praticamente ininterrotti oltre a svariate decine di milioni di euro non sembrano serviti praticamente a nulla. Per tacere che nel frattempo inglesi e francesi hanno costruito un tunnel lungo quaranta chilometri sotto la Manica dove un entra praticamente una goccia mentre la piccola galleria, lunga appena 2 chilometri e 400 metri, sembra un colabrodo. Un’opera malriuscita fin dall’inizio se si considera che già nel 1983, appena un anno dopo la sua inaugurazione, già si notavano segni di invecchiamento precoce tanto che nel 2008 una classifica dell’Aci la indicava come il tunnel più pericoloso d’Europa. 

Nel 2012 l’Anas ha investito 23 milioni di euro per risanare le strutture della galleria e adeguare gli impianti di sicurezza. In particolare sono state predisposte le piazzole di emergenza, completamente rifatta l’illuminazione, montato un sistema di videosorveglianza e un impianto di areazione per garantire la ventilazione nel caso di code o incidenti. Diversi milioni di euro sono stati destinati al rifacimento della volta dell’infrastruttura proprio per risolvere una volta per tutte il problema delle infiltrazioni. Due anni di cantiere sono serviti a poco da questo punto di vista. Già pochi mesi dopo la fine dei lavori l’acqua ha tornato a fare la sua comparsa in quella che sarebbe dovuta diventare la galleria più impermeabile d’Europa, almeno a giudicare dal rapporto tra investimento e lunghezza dell’infrastruttura. Da allora manutenzioni e cantiere si sono ripetuti a varie riprese, ma l’acqua prima o poi è sempre ricomparsa.