Como, 2 gennaio 2017 - Tra i primi nati del nuovo anno quest’anno c’è anche un paese: si tratta di Centro Valle Intelvi, che ha preso il posto di San Fedele, Castiglione e Casasco. Appena nato e già il più grande, per superficie e numero di abitanti, della valle incastonata tra Lario e Ceresio. Con l’arrivo del nuovo anno sono definitivamente decaduti i sindaci dei tre paesi che nell’ottobre scorso hanno votato sì al referendum promosso per decretare la fusione, l’unica peraltro riuscita l’autunno scorso in provincia di Como dopo la bocciatura di quelle tra Cernobbio, Carate Urio e Moltrasio fallita come quella tra Albiolo, Rodero e Valmorea. Ad amministrare il nuovo Comune di 3.513 abitanti fino alle elezioni – che potrebbero essere convocate già la primavera prossima, anche se probabilmente non il 4 di marzo quando tutta Italia si recherà alle urne per eleggere Camera e Senato – sarà il commissario prefettizio Michele Giacomino.

Di sicuro non cambierà la sede del municipio, che rimarrà in quello che fino all’altro giorno era San Fedele, mentre quelli di Castiglione e Casasco continueranno a mantenere una minima operatività per consentire ai residenti di accedere ai servizi di immediata utilità come l’anagrafe.

Il consiglio regionale aveva già dato il suo assenso al completamento del processo di fusione nelle scorse settimane e adesso a Centro Valle Intelvi sono in attesa dei vantaggi, sotto forma di trasferimenti e agevolazioni dal punto di vista fiscale. Per i prossimi dieci anni al nuovo nato della Valle Intelvi arriveranno 380mila euro come trasferimenti da Roma, e in più si stima che la razionalizzazione degli uffici permetterà di migliorare i servizi e risparmiare 85mila euro. Insomma un bel gruzzolo con il quale sostituire, almeno in parte, i ristorni dei frontalieri che fino ad oggi avevano permesso l’esistenza dei tre Comuni e che potrebbero essere messi in discussione dai futuri accordi tra Italia e Svizzera.