Como, 7 ottobre 2017 – “Le castagne sono tornate a essere una realtà importante e presente anche qui sul Lario”: l’affermazione è del presidente della Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi, nei giorni in cui riparte la raccolta di quello che un tempo era il “pane dei poveri”. I boschi dedicati a castagneti sul Lago di Como superano i 220 ettari. Addirittura, il Comasco, con i suoi 143 ettari, si attesta al secondo posto tra le province dell’intera Lombardia, dopo Brescia. A Lecco, invece, sono 81 gli ettari di bosco dedicati a questa specialità autunnale.

“Per le castagne — prosegue Trezzi — sembrava essersi abbattuta la scure del cinipide, un parassita di origine asiatica che ne aveva diminuito esponenzialmente il volume produttivo negli ultimi anni, invece, grazie anche alla lotta biologica messa in atto dagli agricoltori, questo problema sembra essere in fase di superamento. L’importanza di questo tipo di contrasto agli organismi alieni, che infestano le nostre colture, è fondamentale per mantenere inalterata e di alto livello la salubrità dei prodotti agroalimentari, vero e proprio baluardo del Made in Italy”. Il cinipide è stato sconfitto grazie all’introduzione del torimide, un insetto antagonista, anche lui orientale, che distrugge le uova del parassita e poi si autoestingue quando non ci sono più gli imenotteri di cui si nutre.

Così, quest’anno, la produzione a livello regionale dovrebbe sfiorare il milione di chili per oltre 30 milioni di castagne che verranno raccolte sino alla fine del mese, a seconda delle varietà e della posizione. Dati incoraggianti arrivano anche dall’aumento dell’estensione dei boschi che in Lombardia negli ultimi 10 anni è passata dai 385 ettari del 2006 ai quasi 900 attuali. I prezzi al dettaglio nella grande distribuzione al momento oscillano, a seconda della varietà, tra i 5 e gli 8 euro al chilo.