Como, 11 novembre 2017 - Revocare lo sconto benzina in Lombardia? Un cattivo affare soprattutto per lo Stato che nell’area di confine rischia di perdere fino a 320 milioni di euro l’anno di mancato incasso per le accise applicare al carburante. A fare i conti si è messa la consigliera regionale comasca Daniela Maroni, la “mamma” della carta sconto che proposte quando era alla guida della Federazione che raggruppa i gestori degli impianti di carburante. «Grazie alla carta sconto il Governo incassa circa un euro di imposte ogni litro di carburante venduto – spiega – revocare la carta provocherebbe delle perdite enormi soprattutto allo Stato».

La cartina di tornasole è direttamente nelle mani della Regione che ogni anno riceve una quota parte delle accise sul carburante venduto sul suo territorio. Attualmente nella fascia compresa entro i 20 chilometri dal confine vengono acquistati ogni anno con lo sconto 320 milioni di litri di carburante, in maggioranza benzina (che si può comprare a 23 centesimi il litro in meno per chi vive entro i dieci chilometri di distanza dalla Svizzera e a 15 centesimi in meno per chi risiede entro i venti) e una quota residuale di gasolio che usufruisce di uno sconto di 8 centesimi il litro, ma solo per chi vive entro la fascia di 10 chilometri dal confine. «Questo provvedimento a fronte di un costo contenuto ci ha consentito di evitare il fenomeno del pendolarismo del pieno e trattenere sul territorio lombardo soldi che altrimenti sarebbero finiti agli impianti svizzeri. A questa va aggiunta la salvaguardia dei posti di lavoro nei distributori italiani lungo la fascia di confine. Senza lo sconto sul carburante centinaia di impianti perderebbero da un giorno all’altro il 50% del loro fatturato». 

Insomma i benefici ben più grandi dei 5 milioni di euro che lo stato risparmierebbe abrogando il fondo per l’autotrazione che era stato introdotto con la finanziaria del 2016 a favore delle regioni confinanti con Austria e Svizzera. Anche per questo il Governatore Roberto Maroni, l’altro giorno a Roma per discutere nuove autonomie dopo il risultato del referendum dello scorso 22 ottobre, non si è limitato a pretendere la proroga dello sconto benzina ma ne ha chiesto addirittura l’estensione fino a ricomprendere i Comuni a 30 chilometri dalla Svizzera.