Cantù, 9 luglio 2017 - Sarebbe piaciuto probabilmente a Luigi Pirandello quello che sta accadendo in questi giorni a Cantù, dove Edgardo Arosio rischia di non diventare sindaco, malgrado il 49,28% dei voti conquistanti al primo turno e il 52,18% al ballottaggio, perché suo fratello Armando risulta titolare, come socio del consorzio di pompe funebri Zanfrini, di un appalto comunale sottoscritto a fine maggio, in piena bagarre elettorale. Dal teatro dell’assurdo agli assurdi della politica, anzitutto perché nessuno si è accorto di nulla fino all’altro ieri. La norma di riferimento è l’articolo 61 del Testo Unico che distingue tra ineleggibilità e incompatibilità, stabilendo la seconda fattispecie nel caso del sindaco che abbia lui stesso o «parenti o affini fino al secondo grado» che ricoprano nello stesso comune il ruolo di appaltatori di lavori o servizi comunali. La ratio della norma è evitare favoritismi, peccato che rischi di andare a punire in maniera più severa il comportamento in conflitto d’interessi del familiare rispetto al proprio. Una contraddizione che aveva già colto nel 2000 la Corte Costituzionale. La Corte sottolineava l’assurdità di un sindaco legittimamente eletto ma incompatibile con la propria carica perché titolare di un appalto con il suo stesso Comune, che avrebbe potuto sanare la sua posizione semplicemente rinunciando al proprio contratto, e il caso in cui avendo il contratto il fratello il sindaco aveva le mani legate. Un po’ quello che sta capitando a Cantù, dove per salvare Arosio a fare un sacrificio dovrà essere Armando, che è stato l’unico a presentare un’offerta al Comune. Cascano dalle nubi gli uffici comunali e non si era accorto di nulla neppure Claudio Bizzozero, in carica fino a un paio di settimane fa.

"Tale situazione evidenzia la grande approssimazione con la quale si è mossa la destra cittadina nell’atto di definire la propria candidatura a sindaco – tuona Filippo Di Gregorio, segretario del Pd –. E stupisce come una componente politica che si propone come tutrice di ordine e legalità si sia dimostrata tanto disinteressata così dell’ordine come del rispetto delle leggi". Pronto alle barricate l’onorevole Nicola Molteni, il più votato in città, che parla di "clamoroso tentativo di scippare al sindaco Arosio la vittoria. C’è in atto un golpe contro la Lega". Insomma un pasticcio di cui rischiano di pagare il conto, oltre allo stesso Arosio gli elettori canturini. Lo scenario più semplice è che il fratello rinunci all’appalto, altrimenti Arosio rischia di decadere per incompatibilità e con lui il consiglio comunale.