Como, 7 aprile 2012 - A gamba tesa come neppure era abituato a fare quando era il roccioso difensore della Juve degli scudetti e della nazionale Pietro Vierchowod, candidato sindaco di “Il faro per Como”, interviene sulla questione delle spese elettorali in città. Uno schiaffo alla crisi inaccettabile, secondo l’ex-calciatore, il fatto che da qui al voto liste civiche e partiti spenderanno da qui al giorno del voto oltre 470mila euro. “Sono stati presentati e pubblicati i bilanci di previsione per la spesa elettorale – interviene Vierchowod - La spesa di certi grandi partiti e dei maggiori candidati risulta esorbitante.

Per la corsa a questa città si va dai 50mila euro in su. Da questo budget parte il notaio Peronese, Sergio Gaddi con la sua neonata Forza Cambia Como arriva ai 60mila, come la Lega che è un partito e prende dei sovvenzionamenti. Sull’opportunità di dare soldi  pubblici ai partiti, non vogliamo nemmeno imbatterci. Parla la cronaca. Certo però non si può chiamare par condicio. Sempre in ambito di partiti spicca l’Udc: quasi 30mila euro”.

In particolare l’ex-difensore se la prende con il capolista del Pd, Mario Lucini. “Eclatante, spende di 100mila euro di cui il 70% sostenuto dal Pd e il resto dalle liste d’appoggio. Mentre il Pd si prepara alla conquista della città e promuove tanti dibattiti per pensare a come creare lavoro in concerto con tutti i bravi sindacati, dovrebbe anche pensare a come razionalizzare le spese. In un periodo di crisi come questo, chi si propone come vero cambiamento, si permette di buttare in campagna una cifra che molti comaschi vedono in 10 anni di lavoro”.
 

di Roberto Canali