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Negozianti contro il Comune Proteste al mercato e ai chioschi

Nuovi banchi e riassegnazione delle licenze: bufera

Dopo un blitz della Finanza il Comune ha deciso di rivedere i contratti. Al mercato gli operatori contestano le nuove assegnazioni

Una cliente impegnata a comprare frutta e verdura alle bancarelle del mercato coperto
Una cliente impegnata a comprare frutta e verdura alle bancarelle del mercato coperto

Como, 22 febbraio 2012 - C'è chi rischia di dover cambiar lavoro e chi ancor peggio di rimetterci la casa. A chi da una vita è abituato a levatacce e sacrifici non si può chiedere di accettare con aplomb britannico di rinunciare al privilegio, davvero piccolo, di gestire un chiosco in città. Se ne sono accorti ieri a Palazzo Cernezzi dove la decisione di mettere in gara la concessione relativa a 35 chioschi ha provocato l'insurrezione di baristi ed edicolanti. Sotto la lente d'ingrandimento del Comune sono state 14 edicole, 17 chioschi per la somministrazione di alimenti e bevande, un fioraio e due attività che fanno sia da bar sia da edicola. Nei mesi scorsi i loro contratti erano stati acquisiti nel corso di un'inchiesta della Fiamme Gialle che stavano investigando sulla gestione dei posti auto comunali in città.

Da qui la decisione del Comune di regolare la materia riassegnando le concessioni. A lamentarsi, per ragioni simili, sono anche i commercianti del mercato coperto, molti dei quali rischiano di finire penalizzati dalla riorganizzazione della struttura che verrà rammodernata. «Va bene la libera concorrenza ma non è giusto che il Comune decida di portare qui venti produttori e dare loro i posti più belli del mercato - sbotta Gianfranco Franchi, dell'Anva Confesercenti - c'è gente che lavora qui da generazioni, a loro non hanno detto niente mentre le garanzie le hanno date solo a questi produttori chilometro zero».

In via Mentana dovrebbero infatti arrivare una ventina di bancarelle di produttori-commercianti liberi di commercializzare i loro prodotti senza neppure essere soggetti ai normali controlli degli altri commercianti. «È una vita che mi alzo all'alba per venire qui a vendere la mia verdura - spiega Margherita Brenna - mio nonno ha contribuito a realizzare il mercato coperto ed è sempre stato qui con il suo banco. Trovo inaccettabile che a un paio di mesi dall'inizio dei lavori ancora nessuno ci abbia detto dove andare e soprattutto cosa faremo dopo che il mercato sarà sistemato. Se le regole ci sono devono valere per tutti e vanno garantiti quelli che qui ci sono sempre stati».

di Roberto Canali

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