Milano / Bergamo / Brescia / Como / Cremona / Lecco / Legnano / Lodi / Monza Brianza / Mantova / Pavia / Martesana / Rho / Sesto / Sud-Milano / Sondrio / Varese

La provincia dell’azzardo, bruciato 1 miliardo di euro

Como balza al secondo posto in Italia per spesa procapite. Ognuno investe 1.900 euro

Videopoker
Videopoker

Como, 19 febbraio 2012 - Campione d'Italiasi dovrà rassegnare, è tutta la provincia di Como a essere diventata un casinò a cielo aperto. Secondo i dati forniti dalle Asl, alle prese con il monitoraggio di un fenomeno che va assumendo le caratteristiche di una vera e propria dipendenza simile a quella dalla droga, la provincia di Como è la seconda in Italia per spesa procapite nel gioco d’azzardo. I comaschi, e fra loro sono conteggiati anche i neonati, hanno speso nel 2011 1.900 euro a testa in videolotterie, gratta e vinci e slot machine. La media nazionale è 1.200 euro. Per l’«Agenzia giornalistica concorsi e scommesse» l’anno scorso in tutto il territorio comasco è stato speso un miliardo di euro. A Milano se ne giocano cinque.
 

Negli ultimi anni i dati dimostrano come la propensione al gioco, soprattutto nel Lario, sia esponenziale. Il mondo dell’on-line è forte in ascesa con aumenti addirittura del 300% in un anno. Per spesa procapite solo Pavia batte Como. Milano si ferma al tredicesimo posto. Mentre i personaggi dello sport dalle pubblicità invitano a «giocare facile, giusto e reponsabile» c’è una rete di psicologi ed educatori che si sta dando da fare per contenere il danno di «una campagna che sta incentivando le persone verso una forma di autodistruzione». C’è chi va in rosso con la banca e chiede l’ennesimo prestito, chi esce prima dal lavoro convinto di recuperare ciò che ha perso e c’è lo studente che sogna il successo nei tornei di poker on-line. Dopo anni di esposizione le ricadute di giocate scellerate iniziano a pesare sulle famiglie comasche, sui comuni a cui le persone si rivolgono per chiedere aiuto. Nel mondo dell’on-line il gioco ha finito per travolgere anche i più giovani, spesso minorenni.
 

«Questa tendenza è strettamente legata al sogno di guadagnare facile e il detonatore è la pubblicità - spiega Mauro Croce, psicologo, psicoterapeuta e fondatore Alea, Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio -. Paradossalmente ora sono le persone che fanno più fatica dal punto di vista economico e culturale ad essere coinvolte. Cercano nell’azzardo la speranza di rifarsi. Questo liberismo sta creando davvero molti danni - continua Croce -. Il proibizionismo non è sicuramente la risposta giusta, ma chi detta le regole del gioco d’azzardo in Italia? È l’industria del gioco. In questo senso oggi siamo privi di timone».

Trova aziende e professionisti
Powered by ProntoImprese

  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by