Il presidente del Cna: "Se un negozio rimane aperto fino alle 24, ma poi non ci sono i mezzi per raggiungerlo, il discorso liberalizzazioni viene a cadere"
Como, 1 febbraio 2012 - Continuano le discussioni sul "tema liberalizzazioni" e qualcuno si appella a Palazzo Cernezzi dicendo che il Pgt (Piano di Governo del Territorio) da solo non è sufficiente: Cna Como esorta il Comune a dotarsi anche di un Pgo (Piano di Governo degli Orari). "Non si può ragionare a compartimenti stagni. Tutto il tessuto cittadino, non solo quello economico, deve entrare a far parte di questa grande partita", confermano il presidente di Cna Como Renè Godio e il funzionario Enzo Fantinato.
Secondo la fotografia scattata dal Comune di Como, solo un 5% dei negozi ha finora prolungato la chiusura (massimo) sino alle 21.30; la grande distribuzione sta viaggiando invece a corrente alternata, oscillando da un "pieno" di aperture alla riduzione di un'ora dell'orario di chiusura. "Occorre coordinare le varie iniziative - aggiungono Renè Godio ed Enzo Fantinato -. Gli orari di negozi, esercizi commerciali e quant'altro vanno sincronizzati a quelli - ad esempio - dei trasporti. Se un negozio rimane aperto fino alle 24, ma poi non ci sono i mezzi per raggiungerlo, il discorso liberalizzazioni viene a cadere".
"Alimentaristi, parrucchieri e titolari di centri estetici hanno espresso il loro disappunto rispetto a questa nuova legge - si legge in una nota diffusa in mattinata da Cna Como -. Nessuno ha affermato in particolare che terrà aperto più di quanto faccia: dato il momento di crisi, offrire un servizio che vada oltre gli orari abituali non servirebbe a incrementare l'attività. Gli alimentaristi, in particolare, sostengono che gli orari sono già molto ampi e che, in taluni casi, la saracinesca resta alzata anche 15 ore al giorno. Tra i nostri associati, insomma, il malcontento si fa sentire e non poco".
Redazione