Allarme profughi
sul Lario
C'è posto
per 515 persone
I numeri sul possibile arrivo di migranti svelati in un vertice a Villa Gallia: "La Provincia non può occuparsi da sola della vicenda"
Como, 18 maggio 2011 - I numeri forniti ieri a Villa Gallia da Roberto Giarola, cui il prefetto Franco Gabrielli (alla guida della Protezione Civile nazionale) ha affidato il compito di reperire strutture idonee ad ospitare profughi in Lombardia (1150 le persone assistite negli ultimi giorni), mettono anche il territorio Comasco di fronte alle proprie responsabilità.
In riva al Lario sono attesi 103 profughi libici – 60 dei quali già arrivati (inclusi i 30 alloggiati da lunedì al mini hotel Baradello a Camerlata) – su un primo «livello» di 10mila unità. Se i profughi dovessero raggiungere le 50mila unità, come ipotizzato dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni, Como ne dovrebbero ospitare 515. «Possono sembrare numeri d’impatto, ma sono il frutto di calcoli precisi – conferma Giarola, impegnato in riva al Lario nel secondo di dodici “Tavoli per l’Emergenza profughi” nelle province lombarde -. La Lombardia ha il 18% della popolazione nazionale».
Ciascuna delle trenta persone alloggiate a Camerlata costa oggi 46 euro al giorno allo Stato. «Massimo rispetto, ma la Provincia – in cui a conti fatti un dipendente guadagna in media poco più di 1.000 euro – non può occuparsi da sola di questa vicenda», il commento dell’assessore provinciale Pietro Cinquesanti.
«Mi chiedo dove sia l’assessore regionale alla Protezione Civile», commenta il leghista Leonardo Carioni. Il problema è serio ed è riassunto da Franca Gualdoni, dirigente del Settore Servizi Sociali del Comune di Como: «Una volta ottenuto il permesso di soggiorno, queste persone restano in carico ai nostri Servizi sociali. Negli anni, da Como, sono transitati migliaia di profughi. Gli attuali strumenti non consentono a chi ottiene il permesso di essere economicamente indipendente». Roberto Giarola ha lanciato anche un appello ai sindaci del Comasco: «Cerchiamo strutture temporanee per gestire quest’emergenza transitoria.
Se ci fossero, in particolare, strutture alberghiere medio-piccole disponibili, fatelo presente in tempi brevi». In prima fila i sindaci di Novedrate (Maurizio Barni), Rovello Porro (Gabriele Cattaneo), entrambi Lega Nord e Bregnano (Evelina Grassi), oltre al vicesindaco di Erba, Claudio Ghislanzoni. «Possiamo coinvolgere anche Croce Rossa e Protezione Civile e studiare soluzioni operative, ma il punto di partenza è uno solo: nessun accordo potrà essere preso con strutture alberghiere di Erba senza il consenso del Comune».
di Marco Palumbo
02/12/2011 - Como
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