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Strage di Erba, ergastolo
e ultimo show di Marzouk

La Cassazione conferma la pena, ma lui ricusa il suo avvocato e chiede di riaprire il processo. Carlo Castagna, padre, marito e nonno di tre vittime: "Chissà cosa sperava..."

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Azouz Marzouk
Azouz Marzouk

Como, 4 maggio 2011 - Meno di 4 ore di camera di consiglio per ribadire l’ergastolo a Olindo Romano e alla moglie Rosa Bazzi. Sono loro, dicono i giudici della prima sezione della Cassazione, i massacratori di Raffaella Castagna, del suo piccolo Youssef, della madre Paola Galli, della vicina Valeria Cherubini, la sera dell’11 dicembre 2006 a Erba. Mario Frigerio, marito della Cherubini, si era salvato solo grazie a un miracolo prenatalizio.

Un pronunciamento atteso. Così il protagonista finisce per essere un altro: Azouz Marzouk, il marito di Raffaella, il padre di Youssef. Marzouk con la sua clamorosa sortita televisiva di qualche settimana fa, i dubbi sulla colpevolezza dei Romano, il desiderio manifestato che il caso si riaprisse. Fino alla richiesta formulata al suo avvocato poco prima della Cassazione di non insistere per il carcere a vita e domandare invece la revisione del processo. In mattinata l’avvocato Roberto Tropenscovino annuncia di essere stato ricusato, di non essere più il legale del giovane tunisino. Il disaccordo si è fatto insanabile nelle ultime ore.

«Ieri sera — spiega — Marzouk mi ha inviato un sms con cui mi voleva imporre di non chiedere la conferma dell’ergastolo e di chiedere, invece, la riapertura del processo. Questa mattina, in un incontro, mi ha ribadito le stesse cose. Allora gli ho chiesto di revocarmi il mandato perché questo andava contro la mia dignità professionale e umana. Il cambiamento di rotta di Azouz è avvenuto non a mia insaputa. Non pensavo, però, che oggi mi volesse addirittura imporre una inversione di rotta così totale. Dice di avere dei dubbi sulla colpevolezza di Olindo e Rosa: mi auguro che siano genuini e non indotti. Con la revoca del mio mandato, Marzouk ha rinunciato anche a ottenere i 60mila euro di provvisionale che in primo grado gli era stata assegnata come prima tranche del risarcimento per i danni patiti: un milione e 600mila euro».

Marzouk torna in treno a Lecco per trascorrere qualche ora con la nuova moglie e la figlia. «Non ho mai detto che sono innocenti. Ho solo chiesto degli approfondimenti su certi punti che sono rimasti lì, che rimangono anche dopo la Cassazione. E rimarranno lì per sempre». 

È disposto a dirlo anche al magistrato? «Sì, se avrò l’opportunità di farlo». Un cambiamento di rotta indotto, sembra suggerire il suo ormai ex avvocato. «Se non l’avessi pensato non l’avrei mai fatto. Ho la mia personalità, ho seguito il mio percorso». Carlo Castagna, padre, marito e nonno di tre vittime, è a Roma con i figli Pietro e Giuseppe. Ha parlato con il genero, scambiato una stretta di mano. «Chissa cosa sperava Azouz? Chissà che piega sperava prendesse il processo? Posso solo dire: poverino».

di Gabriele Moroni


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