La lotta
alla mafia
parte
dalla scuola
«Vogliamo far conoscere il fenomeno mafioso che ormai si è infiltrato sul territorio lombardo in maniera pesante», commenta Benedetto Madonia, segretario regionale del Siulp, in prima linea nel progetto della scuola di Cermenate
Cermenate, 2 aprile 2011 - La battaglia per la legalità parte dai più piccoli, dai ragazzini salvati dall’inferno di Brancaccio agli studenti delle scuole comasche. Il progetto San Francesco per la creazione della prima Scuola nazionale di alta formazione contro la mafia verrà presentato questa mattina ai ragazzi delle scuole di Cermenate e alla popolazione del Comune comasco che per primo nel Nord Italia ha deciso di aprire una breccia nel silenzio, chiedendo che nella villetta di via Vittorio confiscata a una famiglia legata all’ndrangheta venisse realizzato il primo centro formativo di questo tipo per il contrasto alla criminalità organizzata.
Il Prefetto di Como, il questore, i sindaci dei comuni vicini e altre autorità parteciperanno questa mattina all’incontro previsto per le 10 nella palestra comunale di Cermenate accanto a padre Antonio Garau, il parroco antimafia che sarà il responsabile del progetto supportato da molte sigle sindacali. «Vogliamo far conoscere il fenomeno mafioso che ormai si è infiltrato sul territorio lombardo in maniera pesante», commenta Benedetto Madonia, segretario regionale del Siulp, in prima linea nel progetto della scuola di Cermenate.
«Sarà il primo passo ufficiale del progetto San Francesco - commenta il sindaco di Cermenate Mauro Roncoroni -. Il preludio al 7 maggio, quando consegneremo ufficialmente le chiavi della villetta a padre Antonio Garau e all’associazione Jus Vitae che gestirà il centro. Quello che verrà realizzato in via Vittorio sarà uno spazio aperto a tutti, soprattutto alle scuole e ai più giovani. Un centro documentale sui processi che riguardano la mafia. In quello spazio potranno confrontarsi magistrati e cittadini impegnati contro la mafia. In molti si chiedono perché in un paese di novemila abitanti abbiamo sentito il dovere di aprire questa scuola.
Lo facciamo perché siamo convinti che certi problemi non possono più essere confinati al Sud Italia. È una cosa che ci riguarda tutti, sorpattutto alla luce di quello che sta accadendo al Nord». Il programma di promozione della cultura della legalità che sarà attuato presso la villetta, denominato è promosso dalle organizzazioni sindacali Filca-Cisl, Fiba-Cisl, Cisl e Siulp e sostenuto dall’Alto Patrocinio di Senato della Repubblica, Camera dei Deputati e Assemblea regionale siciliana.
«Per noi è l’inizio di un sogno - racconta Benedetto Madonia -. Il sogno di poter aiutare i ragazzi dell’associazione Jus Vitae. Giovani che vengono strappati al mondo della criminalità. Figli di genitori coinvolti in crimini mafiosi. Ragazzi e ragazze che hanno vissuto sulla propria pelle quelle situazioni drammatiche che nessun giovane della loro età dovrebbe provare. Non vogliamo la luna, preferiamo procedere a piccoli passi cercando di aiutarli e insieme far conoscere il fenomeno mafioso in questo territorio».
di Federico Magni
02/12/2011 - Como
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