Omicidio
Albertani,
chiesta
una nuova perizia
Il processo a Stefania Albertani, accusata dell’omicidio della sorella Mary, e del tentato omicidio di entrambi i genitori, è slittato al 16 febbraio
Cirimido, 16 novemrbe 2010 - Il processo a Stefania Albertani, accusata dell’omicidio della sorella Mary, e del tentato omicidio di entrambi i genitori, è slittato al 16 febbraio. Il rinvio è stato accordato ieri mattina dal gup di Como Maria Luisa Lo Gatto, per consentire alla difesa di svolgere una serie di accertamenti scientifici, per i quali c’era già stato parere favorevole da parte della Procura.
Si tratta in particolare di esami clinici, chiesti dal suo legale, Guglielmo Gulotta, avvocato e professore ordinario di Psicologia giuridica dell’Università di Torino, che recentemente si è associato alla difesa di Gerardo Spinelli. Gulotta sta infatti portando avanti da tempo lo studio degli aspetti legati ai deficit neuronali e delle loro interconnessioni con le reazioni psichiche, studi che si sono tradotti in pubblicazioni scientifiche in collane editoriali specialistiche.
Un ambito di studio che è hai suoi esordi in Italia, ma che sta comunque ricevendo grande attenzione non solo per la novità di questa possibile lettura dei comportamenti anomali, come potenziale derivazione da compromissioni della struttura neuronale, ma anche per le implicazioni che ne deriverebbero a livello normativo. La Albertani ha già avuto una serie di colloqui finalizzati a circoscrivere una serie di elementi utili a questo genere di analisi, a cui si aggiungono esami clinici: tac cerebrale e risonanza magnetica.
Il quadro di insieme che ne deriverà, sarà orientato alla ricerca di danneggiamenti alle strutture neuronali che, se riscontrate, secondo questa teoria che si sta cercando di testare in soggetti idonei, potrebbero avere ricadute negative a livello psichiatrico. Solo poche settimane fa, la Albertani è stata dichiarata sana di mente dal consulente tecnico nominato dal gup Nicoletta Cremona in sede di incidente probatorio, lo psichiatra Adolfo Francia dell’Università dell’Insubria, che non ha ravvisato la presenza di nessun disturbo clinico riconoscibile nelle sue dinamiche mentali.
La trentaquattrenne è in carcere da ottobre dello scorso anno, quando – già indagata per la morte della sorella, 37 anni, scomparsa a maggio 2009 e ritrovata cadavere a luglio successivo - fu arrestata in flagranza in seguito al tentativo di uccidere la madre e di darle fuoco. La donna era sottoposta a intercettazioni ambientali: quel giorno i carabinieri che erano all’ascolto, sentirono l’aggressione della Albertani alla madre, strangolata con una cintura fino a farle perdere i sensi, e riuscirono a intervenire in tempo per domare le fiamme che aveva appiccato ai suoi vestiti. Nelle ore successive fu ricostruito un tentativo analogo fatto con il padre, a cui la Albertani avrebbe inserito nel serbatoio di benzina dell’auto, uno straccio intriso di liquido infiammabile.
di Paola Pioppi
02/12/2011 - Como
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