Giovani beoni all’oratorio:
il parroco vieta l’alcol al bar
Stop al vino e agli alcolici al bar dell’oratorio di Rovellasca. Una decisione che per certi versi può sembrare una provocazione, ma don Natalino Pedrana ha adottato una linea dura: al bar dell’oratorio si possono consumare solo bibite e caffè
Rovellasca, 2 settembre 2010 - Stop al vino e agli alcolici al bar dell’oratorio di Rovellasca. Una decisione che per certi versi può sembrare una provocazione, ma don Natalino Pedrana ha adottato una linea dura: al bar dell’oratorio si possono consumare solo bibite e caffè.
E al massimo, una birra al giorno per ogni fruitore, purché però abbia almeno diciotto anni. «Non dobbiamo tenere i giovani legati all’oratorio sotto il ricatto di un vizio come può essere quello dell’alcol — puntualizza il parroco —. I ragazzi devono venire all’oratorio perché scelgono liberamente di frequentare questo posto, indipendentemente dal fatto che venga venduto o meno l’alcol».
Una decisione che in paese ha fatto discutere, ma don Natalino, sostenuto dal consiglio parrocchiale e dagli organi oratoriali, è sempre più convinto della sua scelta così radicale. Il bar, collocato all’interno della struttura oratoriale, ai tempi era l’unico punto di riferimento per l’intero paese. Ancor oggi frequentato da giovani e adulti, grazie alla normale licenza di cui è in possesso, ha sempre potuto somministrare il vino e gli alcolici. Con l’introduzione della nuova disposizione però non sarà più possibile.
«Ai nostri giorni è cambiata la cultura. Attorno all’alcol rischiamo di evadere — aggiunge don Natalino —. Dal momento che il bar fa parte del complesso oratoriale abbiamo deciso di adottare una scelta diversa, appunto quella di allontanare la gioventù dall’alcol. I giovani devono essere spinti da altri motivi per venire qui. Il bar dell’oratorio deve essere considerato un posto di aggregazione, un luogo di evasione o che comunque può diventarlo».
Inevitabilmente la decisione di mettere al bando gli alcolici ha comportato un calo delle frequenze. Non solo alcuni adulti non si fermano più, ma nelle ultime settimane un gruppo di giovani ha addirittura abbandonato il bar. «Se una persona sta bene con i propri amici, sta bene in qualsiasi modo e soprattutto in qualunque posto, inevitabilmente se vengano venduti o meno gli alcolici — aggiunge don Natalino —. Sono rimasti quelli che effettivamente vogliono frequentare l’oratorio e i suoi spazi. Quest’aspetto comunque ci induce a pensare».
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