Dell'Utri: non è così
che si difende la Costituzione
Nel dirsi «rattristato» aggiunge di essere «convinto che la maggior parte della gente presente ieri sera voleva saperne di più su quei diari»
Como, 31 agosto 2010 - Marcello Dell’Utri si dice «pronto a tornare» dopo la contestazione che nel pomeriggio di ieri l’ha costretto ad abbandonare il palco di Parolario, a Como, dove avrebbe dovuto presentare in anteprima nazionale i presunti diari del Duce di prossima pubblicazione.
Al grido di «Mafioso» e di «fuori i mafiosi dallo Stato» un centinaio di persone ha inscenato una forte protesta che «non mi è giunta inaspettata» anche «perchè era nell’aria da qualche giorno». Secondo Dell’Utri «quella di ieri è stata una manifestazione da tifo organizzato» e dice di aver avuto l’impressione «che la quasi totalità dei contestatori non fossero neppure comaschi ma arrivati da fuori». Se gli organizzatori della kermesse di fine estate dedicata al mondo del libro «dovessero chiedermelo, sono pronto a ripresentarmi anche oggi stesso. Certo magari in una sala chiusa dove è possibile avere un maggior controllo».
Lo stesso Dell’Utri critica «questo modo di fare contestazione perchè non è così che si difende la Costituzione». Nel dirsi «rattristato» aggiunge di essere «convinto che la maggior parte della gente presente ieri sera voleva saperne di più su quei diari. Qualcuno non ha voluto che si aggiungesse un tassello utile a chiarire lati rimasti oscuri di quel periodo».
A scatenare la ressa è stato un ex partigiano, che non appena Dell’Utri ha preso parola, lo ha insultato ad alta voce «come fosse il segnale convenuto». D’improvviso sotto il tendone di Parolario è comparso uno stiscione con scritto «Marcello, baciamo le mani», un altro di ugual contenuto all’esterno dove vi erano anche alcuni giovani con indosso magliette bianche su ognuna delle quali una lettera fino a comporre la parola «Mafioso» con evidente riferimento alla recente condanna in secondo grado a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, «sentenza non ancora passata in giudicato e in attesa del pronunciamento definitivo della Cassazione».
Fonte Agi
02/12/2011 - Como
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