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La Cgil denuncia: «Ben 342 tra insegnanti e ausiliari non avranno un posto di lavoro»

Riforma, una mannaia sulle scuole lariane

di CORRADO CATTANEO
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TAGLI AL PERSONALE tanto da non poter più garantire il servizio mensa o l’insegnamento di una seconda lingua straniera, riduzioni tanto ampie ...
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2009-07-29
di CORRADO CATTANEO
— COMO —
TAGLI AL PERSONALE tanto da non poter più garantire il servizio mensa o l’insegnamento di una seconda lingua straniera, riduzioni tanto ampie da non poter nemmeno prevedere in diversi casi i rientri pomeridiani degli studenti. Tagli anche a bidelli e amministrativi. È arrivato il momento dei bilanci definitivi anche per la scuola comasca che dopo aver valutato nei mesi scorsi le prime anticipazioni e le parziali conferme sul numero di tagli previsti dall’applicazione della riforma voluta dal ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini si trova ora a fare i conti con i numeri ufficiali dell’organico di diritto che il prossimo anno scolastico metterà effettivamente piede negli istituti lariani. Numeri pubblicati anche sul sito dell’Ufficio provinciale scolastico e che inequivocabilmente dicono che le diminuzioni dell’organico in riva al Lario si tradurranno a settembre in 72 supplenze in meno nella scuola primaria, le ex elementari, in 68 cattedre in meno nelle scuole medie, e in 78 professori che non saranno confermati nelle superiori.


AUSILIARI, tecnici e personale amministrativo conteranno invece a loro volta 124 tagli nei tre gradi di istruzione. In tutto si tratterà quindi di 342 lavoratori della scuola «che a settembre andranno a rinfoltire la già nutrita schiera dei disoccupati», denuncia il settore Scuola della Cgil Como. «Purtroppo dietro questi numeri si celano donne e uomini che a settembre non avranno più un posto di lavoro - sottolinea Giacomo Licata, segretario della Flc Cgil provinciale - inoltre, rispetto all’organico di fatto, ossia a ulteriori cattedre assegnate dal Ministero per coprire particolari esigenze di determinate scuole, è bene non farsi illusioni considerato che l’anno scorso furono soltanto 30 i posti complementari concessi e che comunque la riforma Gelmini prevede ulteriori cinquemila tagli a livello nazionale che in sostanza assottiglieranno questo già esiguo numero». La situazione delle cattedre di italiano nelle scuole medie viene definita «drammatica» dal sindacato poiché ben 40 delle 68 supplenze decurtate nelle secondarie di secondo grado il prossimo anno sono di questa materia.

«RICEVIAMO quotidianamente telefonate di docenti che chiedono come mai non risultino cattedre per l’italiano nelle scuole medie e di educazione tecnica - aggiunge - mentre siamo al paradosso che per alcune altre cattedre abbiamo insegnanti in sovrannumero, vale a dire insegnati di ruolo che non hanno un posto di lavoro e che quindi resteranno a disposizione delle scuole per le supplenze».









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