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E da Urbino parte l’attacco: federalisti quando vi fa comodo

— MILANO —
MA SE MILANO ATTACCA, Urbino risponde. Un po’ come Sparta e Atene, si accende una polemica destinata a durare nel tempo, sui capolavori rivendicati da Brera. La tesi ...
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2009-07-29
— MILANO —
MA SE MILANO ATTACCA, Urbino risponde. Un po’ come Sparta e Atene, si accende una polemica destinata a durare nel tempo, sui capolavori rivendicati da Brera. La tesi è semplice: «Ma Milano non era una delle capitali del nuovo federalismo e quindi della riattribuzione a ciascuna regione d’Italia della propria identità storica e culturale».
Come dire: non potete essere federalisti quando vi fa comodo e invocare una sorta di «centralismo» artistico, in quantoi grande metropoli, dall’altra. Agli urbinati, si sostiene in loco, interessa poco sapere se sono etnicamente umbri, galli, romani, o altro. Interessa il fatto che il loro patrimonio, prevalentemente rinascimentale, è un tutt’uno, che esso ha già subito troppe spoliazioni, che quello rimasto è stato ben conservato da Stato e Comune, e quindi va, semmai, ricostituito».
Traduzione: «Urbino può richiedere opere “dimenticate” in Lombardia». E non è finita: «A Urbino - dicono - potrebbero tornare i due Ridolfi della aggraziata e intatta chiesa di santo Spirito, che da Milano furono poi sbattuti uno a Novate Milanese e l’altro a Trezzo d’Adda. Collocazioni storicamente insensate».









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