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Motoseghe in azione sul filare di tigli Le proteste del paese

di DANIELE DE SALVO
— DERVIO —
SONO IN PIEDI da oltre un secolo, ovvero da quando è stata realizzata la principale strada di collegamento del paese, adesso diventata la Sp 72, ta...
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88.jpg 2009-07-04
di DANIELE DE SALVO
— DERVIO —
SONO IN PIEDI da oltre un secolo, ovvero da quando è stata realizzata la principale strada di collegamento del paese, adesso diventata la Sp 72, tanto che il centinaio di tigli che costeggiano per un paio di chilometri la provinciale sono diventati un po’ il simbolo di Dervio. Lentamente, ma pare inesorabilmente, gli storici alberi stanno tuttavia scomparendo.

QUALCUNO con il passare degli anni ha ceduto all’azione di parassiti infestanti, ma almeno una dozzina sono stati abbattuti sebbene ancora rigogliosi. L’ultimo solo ieri mattina, nell’ambito di un piano di lottizzazione. La pianta avrebbe impedito la visuale a quanti si dovranno immettere sull’arteria principale e quindi da Villa Locatelli è arrivato il via libera all’eliminazione. Dell’albero, che dall’inizio del ‘900 e probabilmente già da prima con la sua chioma contribuiva ad abbellire il paesaggio e adombrare la carreggiata, non resta adesso null’altro che la base del tronco che pure verrà presto rimossa.

IN QUELLA che era una sorta di galleria naturale verde composta da rami e foglie si stanno aprendo sempre più varchi. Altri due fusti subiranno la medesima sorte nel giro di qualche giorno. I filari stanno quindi per essere letteralmente decimati tra lo sconcerto della popolazione. Il problema è infatti parecchio sentito dalla gente e ha contribuito ad infiammare anche l’ultima campagna elettorale. Interpellanze recenti e passate, interrogazioni in Consiglio comunale, petizioni e raccolte di firme tuttavia non sono bastate a fermare le motoseghe. Tra quanti si oppongono al progressivo disboscamento c’è pure Fausto Quaini, rappresentante dell’opposizione di «Gruppo per Dervio». «Quei tigli rappresentano un po’ la nostra storia - denuncia -. Sono lì da tempo immemore. Anche i più anziani si ricordano che crescevano quando loro erano ancora piccoli. Purtroppo, nonostante le rassicurazioni, nessuno è riuscito ad opporsi all’abbattimento. Vanno bene le ragioni dei privati che costruiscono e va bene anche la sicurezza degli automobilisti, ma si potevano certamente trovare altre soluzioni che avrebbero consentito di conciliare tutte le esigenze».









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