2009-07-04
di DANIELE DE SALVO
DERVIO
SONO IN PIEDI da oltre un secolo, ovvero da quando è stata realizzata la principale strada di collegamento del paese, adesso diventata la Sp 72, tanto che il centinaio di tigli che costeggiano per un paio di chilometri la provinciale sono diventati un po il simbolo di Dervio. Lentamente, ma pare inesorabilmente, gli storici alberi stanno tuttavia scomparendo.
QUALCUNO con il passare degli anni ha ceduto allazione di parassiti infestanti, ma almeno una dozzina sono stati abbattuti sebbene ancora rigogliosi. Lultimo solo ieri mattina, nellambito di un piano di lottizzazione. La pianta avrebbe impedito la visuale a quanti si dovranno immettere sullarteria principale e quindi da Villa Locatelli è arrivato il via libera alleliminazione. Dellalbero, che dallinizio del 900 e probabilmente già da prima con la sua chioma contribuiva ad abbellire il paesaggio e adombrare la carreggiata, non resta adesso nullaltro che la base del tronco che pure verrà presto rimossa.
IN QUELLA che era una sorta di galleria naturale verde composta da rami e foglie si stanno aprendo sempre più varchi. Altri due fusti subiranno la medesima sorte nel giro di qualche giorno. I filari stanno quindi per essere letteralmente decimati tra lo sconcerto della popolazione. Il problema è infatti parecchio sentito dalla gente e ha contribuito ad infiammare anche lultima campagna elettorale. Interpellanze recenti e passate, interrogazioni in Consiglio comunale, petizioni e raccolte di firme tuttavia non sono bastate a fermare le motoseghe. Tra quanti si oppongono al progressivo disboscamento cè pure Fausto Quaini, rappresentante dellopposizione di «Gruppo per Dervio». «Quei tigli rappresentano un po la nostra storia - denuncia -. Sono lì da tempo immemore. Anche i più anziani si ricordano che crescevano quando loro erano ancora piccoli. Purtroppo, nonostante le rassicurazioni, nessuno è riuscito ad opporsi allabbattimento. Vanno bene le ragioni dei privati che costruiscono e va bene anche la sicurezza degli automobilisti, ma si potevano certamente trovare altre soluzioni che avrebbero consentito di conciliare tutte le esigenze».