Notizie Como
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
Sono 3.500 le straniere senza carta di soggiorno che assistono famiglie lariane

L’esercito delle badanti irregolari

di MAURIZIO MAGNONI
— COMO —
SONO CIRCA 3.500 le badanti e colf regolari in provincia di Como e che quindi, alla luce del nuovo decreto sul reato di clandestinità, non corrono ...
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande
2009-07-04
di MAURIZIO MAGNONI
— COMO —
SONO CIRCA 3.500 le badanti e colf regolari in provincia di Como e che quindi, alla luce del nuovo decreto sul reato di clandestinità, non corrono nessun rischio. Sono almeno altrettante, invece, quelle ancora in attesa del permesso di soggiorno e che, pur lavorando, ovviamente in nero, rischiano di perdere il posto perché, in base alle nuove disposizioni, chi assume (od ospita) una persona senza permesso di soggiorno potrebbe essere accusata di favoreggiamento. «È una situazione ingarbugliata. Oggi si stanno verificando ancora i flussi - sottolinea Rosangela Pifferi, responsabile dell’Anolf , Ufficio stranieri della Cisl - relativi al 2007.

A COMO, due anni fa, erano state presentate più di 8 mila domande, di cui la metà tra collaboratrici domestiche e badanti (senza contare quelle che erano già presenti), il resto per impiego in aziende, artigiani, piccole imprese od anche per ricongiungimenti familiari. Per quanto riguarda badanti e collaboratrici domestiche oggi almeno la metà sono in regola, quindi 3.500 su un totale di 7mila sul territorio provinciale, perché è sufficiente avere in mano la ricevuta della domanda fatta per non essere in clandestinità». Ma molte tra colf e badanti lavorano in nero.

«L’ITALIANO, e il comasco non fa eccezione, pensa di risparmiare se - dice ancora Rosangela Pifferi - prende una colf o una badante in nero. Ma non è vero, anche perché se una badante prende 850/900 euro quando è assunta regolarmente, se è in nero ne chiede almeno 1.100/1.200 in quanto non ha i contributi. Ultimamente non ci sono stati grossi incrementi di richieste di permesso di soggiorno per nuove badanti. Sta di fatto, comunque, che di colf, badanti e baby-sitter ancora senza permesso e senza ricevuta ce ne sono ancora molte. Persone che si troveranno, d’ora in avanti, ancor più in difficoltà. Ma non bisogna generalizzare solo su badanti e colf; il problema interesserà molti altri stranieri che lavorano in altri ambiti». Ma da dove arrivano le colf e le badanti che lavorano in provincia di Como? «La maggior parte - aggiunge Pifferi - dall’Est Europeo, quindi Ucraina, Moldavia, mentre sono pochissime quelle dalla Bulgaria o dalla Russia.

«MI AUGURO che questa nuova disposizione serva per accelerare le procedure per dare il permesso di soggiorno a persone come me che sono in Italia da diversi anni - dice preoccupato un 27enne cingalese che lavora in città come lavapiatti e addetto alle pulizie -. Mia mamma e mio fratello sono regolari, io non ancora, nonostante abbia fatto più volte domanda e nonostante abbia un posto di lavoro, sia pure precario. Certo, non ho il permesso e quindi non sono assunto regolarmente. Ora ho paura di perdere questo posto perché con la clandestinità diventata reato anche per il datore di lavoro, non so fino a quando il mio capo mi terrà, se non arriva al più presto il permesso».









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro