2009-07-02
MOZZATE
NON SI È TRATTATO di mobbing. Lha stabilito il giudice del lavoro Beniamino Fargnoli che nelludienza in Tribunale a Como ha rigettato le richieste di Luigi Bottone presentate nei confronti del Comune di Mozzate e dellallora sindaco Giancarlo Galli. Il dipendente comunale si lamentava di essere stato oggetto di «demansionamento» e mobbing da parte dellallora primo cittadino in carica Galli. Secondo il responsabile del nucleo di Protezione civile gli atteggiamenti di mobbing erano dovuti ad un conflitto politico esistente con lex sindaco Galli, appartenente al Popolo delle Libertà, un partito politico diverso da quello rappresentato dal dipendente comunale che è consigliere comunale a Como per lUdc. Bottone aveva ricevuto lincarico di coordinatore del nucleo di Protezione civile e dei Comuni associati, incarico mantenuto fino al 2007, fino a quando il Comune di Mozzate aveva rinunciato alla Protezione civile.
BOTTONE sottolineava anche due spostamenti dufficio, entrambi senza preavviso, in un locale a sua avviso meno dignitoso nel quale era stata spostata la scrivania e dove mancavano anche il computer e il telefono. Dimensionamenti a seguito dei quali Bottone aveva subìto danni psicosomatici per i quali aveva richiesto un risarcimento di 74.690 euro. Secondo il giudice Fargnoli però non vi è stata alcuna forma di mobbing né da parte dellex sindaco Galli né di altri dipendenti del Comune. Bottone dovrà quindi provvedere alle spese processuali. Questo quanto meno in prima istanza. Non è escluso infatti che Luigi Bottone faccia ricorso in appello a Milano.