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Valletta, lungo i ruscelli la Brianza è una giungla

di PAOLA PIOPPI
— MONTICELLO BRIANZA (Lecco) —
HA POCO PIÙ di dieci anni di vita, è quasi chiuso in un angolo e non è tra i polmoni verdi più celebri della Lombard...
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2009-07-02
di PAOLA PIOPPI
— MONTICELLO BRIANZA (Lecco) —
HA POCO PIÙ di dieci anni di vita, è quasi chiuso in un angolo e non è tra i polmoni verdi più celebri della Lombardia. Eppure il parco della Valletta ha una sua insolita bellezza, testimone delle caratteristiche ambientali più tipiche della Brianza. Si estende tra i Comuni di Barzanò, Cassago e Cremella in provincia di Lecco, di Besana e Renate nel milanese. Cinque paesi che garantiscono l’accesso al parco attraverso altrettanti percorsi ciclo-pedonali, con tanto di cartelli ben visibili e cartina, che si snodano per una ventina di chilometri. Sentieri che possono essere percorsi a piedi per osservare scorci paesaggistici, animali e specie botaniche, ma anche a cavallo e in mountain bike. L’area del Parco è percorsa dai torrenti Bevera e Gambaione, ma soprattutto dalla Roggia della Valletta, da cui il Parco prende il nome, e da una serie di ruscelli lungo il cui corso è possibile incontrare aree acquitrinose molto suggestive.

QUESTE STRANE POZZE che si creano negli avvallamenti, generano infatti giochi di luci e di colori tipici del bosco, ed ospitano specie caratteristiche di flora e di fauna. Del resto il nome, che affonda l’origine nella tradizione popolare, deriva dalle sue caratteristiche di zona depressa rispetto alle valli circostanti. Tutto il lavoro di recupero dei sentieri e di mappatura delle specie di flora e fauna che popolano la Valletta, è opera dell’Associazione Amici della Valletta, che mette a disposizione le preziose informazioni sul proprio sito internet www.lavalletta.org. In questi dieci anni sono stati creati diversi percorsi didattici attrezzati con cartelli molto chiari, fondamentali per comprendere e conoscere i vari aspetti culturali, storici, geologici e naturalistici dell’area. L’associazione inoltre organizza visite guidate, e periodicamente feste e manifestazioni animano il parco.

LA CASCINA ZIZZANORRE di Cassago quasi certamente si trattava di una villa padronale, da cui oggi parte un percorso di visita anche per i più piccoli che spiega struttura e ruolo della cascina, il ruolo dell’acqua per tutte le forme di vita, il confronto tra ambiente agricolo moderno e antico, il bosco, la geologia del territorio e le caratteristiche degli uccelli più diffusi nella zona. Tra questi picchio, cinciallegra, cardellino e fringuello. Con un po’ di pazienza, e senza fare troppo chiasso, è tutt’altro che impossibile osservarli anche da vicino.









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