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Da metà aprile la bonifica dei tetti attesa da anni

Via l’amianto dall’ospedale

di CORRADO CATTANEO
— CANTÙ —
AL VIA A METÀ APRILE i lavori di bonifica dell’amianto sui tetti dell’ospedale di Cantù. Inizieranno subito dopo Pasqua i lavor...
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1150.jpg 2009-03-19
di CORRADO CATTANEO
— CANTÙ —
AL VIA A METÀ APRILE i lavori di bonifica dell’amianto sui tetti dell’ospedale di Cantù. Inizieranno subito dopo Pasqua i lavori per la rimozione dell’eternit, la mistura cangerogena di cemento-amianto molto usata un tempo in architettura, ma di cui è vietata la produzione dal 1992, che è ancora presente in diverse coperture del presidio ospedaliero cittadino. Il cantiere, atteso da anni, comporterà all’Azienda ospedaliera Sant’Anna una spesa di quasi 340 mila euro e qualche mese di lavoro. La rimozione dell’eternit dall’ospedale più volte richiesta dai cittadini, anche se l’ufficio tecnico del Sant’Anna ha sempre precisato che trattandosi di coperture in buono stato di conservazione non costituivano un pericolo per la salute dei pazienti, coinciderà con una campagna di lotta all’amianto promossa dal Comune. Nei giorni scorsi l’assessore all’Ambiente, Claudio Ferrari, ha infatti firmato un’ordinanza in cui invita i «proprietari o amministratori ancora inottemperanti a trasmettere all’Amministrazione comunale un modulo di notifica dell’eventuale presenza di amianto in strutture e luoghi di loro pertinenza».

TRA CIRCA un mese il municipio annuncia una serie di controlli a tappeto in tutta la città anche a seguito di una serie di richieste in tal senso arrivate in Comune, compresa una petizione firmata da una ventina di residenti della circoscrizione Cantù centro che lamentano «la presenza di amianto nella zona, da alcuni tetti di case private sino ad aziende» invitando quindi il municipio «a prendere seri e idonei provvedimenti per contrastare la problematica in oggetto». La rimozione dell’amianto è un problema che non riguarda comunque solo Cantù. Nel solo 2008, in provincia, sono stati eliminati circa 5.300 metri cubi di eternit mentre quello censito è pari a più di 616 mila metri quadrati ma a parere degli esperti è solo una minima parte di quello che tuttora resta a coprire tetti e capannoni: una punta di un iceberg che potrebbe essere anche dieci volte più grande.

ANCORA oggi 34 Comuni non hanno inviato all’Asl, cosa avrebbero dovuto fare secondo il Piano regionale amianto avviato nel 2006, le segnalazioni dei cittadini per il censimento dell’amianto presente in provincia. In questa situazione i siti censiti sono comunque più di 2.200, di cui solo 625 già bonificati. Il registro regionale dei mesoteliomi, il tumore provocato dall’amianto, annota invece nel solo Comasco per il decennio compreso tra il 1988 e il 1997 ben 145 casi, a cui vanno aggiunti altri 103 episodi ancora in corso di indagine. Nel 2007 le indagini hanno riguardato 7 casi, 11 nel 2008.









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