2009-03-19
di CORRADO CATTANEO
CANTÙ
AL VIA A METÀ APRILE i lavori di bonifica dellamianto sui tetti dellospedale di Cantù. Inizieranno subito dopo Pasqua i lavori per la rimozione delleternit, la mistura cangerogena di cemento-amianto molto usata un tempo in architettura, ma di cui è vietata la produzione dal 1992, che è ancora presente in diverse coperture del presidio ospedaliero cittadino. Il cantiere, atteso da anni, comporterà allAzienda ospedaliera SantAnna una spesa di quasi 340 mila euro e qualche mese di lavoro. La rimozione delleternit dallospedale più volte richiesta dai cittadini, anche se lufficio tecnico del SantAnna ha sempre precisato che trattandosi di coperture in buono stato di conservazione non costituivano un pericolo per la salute dei pazienti, coinciderà con una campagna di lotta allamianto promossa dal Comune. Nei giorni scorsi lassessore allAmbiente, Claudio Ferrari, ha infatti firmato unordinanza in cui invita i «proprietari o amministratori ancora inottemperanti a trasmettere allAmministrazione comunale un modulo di notifica delleventuale presenza di amianto in strutture e luoghi di loro pertinenza».
TRA CIRCA un mese il municipio annuncia una serie di controlli a tappeto in tutta la città anche a seguito di una serie di richieste in tal senso arrivate in Comune, compresa una petizione firmata da una ventina di residenti della circoscrizione Cantù centro che lamentano «la presenza di amianto nella zona, da alcuni tetti di case private sino ad aziende» invitando quindi il municipio «a prendere seri e idonei provvedimenti per contrastare la problematica in oggetto». La rimozione dellamianto è un problema che non riguarda comunque solo Cantù. Nel solo 2008, in provincia, sono stati eliminati circa 5.300 metri cubi di eternit mentre quello censito è pari a più di 616 mila metri quadrati ma a parere degli esperti è solo una minima parte di quello che tuttora resta a coprire tetti e capannoni: una punta di un iceberg che potrebbe essere anche dieci volte più grande.
ANCORA oggi 34 Comuni non hanno inviato allAsl, cosa avrebbero dovuto fare secondo il Piano regionale amianto avviato nel 2006, le segnalazioni dei cittadini per il censimento dellamianto presente in provincia. In questa situazione i siti censiti sono comunque più di 2.200, di cui solo 625 già bonificati. Il registro regionale dei mesoteliomi, il tumore provocato dallamianto, annota invece nel solo Comasco per il decennio compreso tra il 1988 e il 1997 ben 145 casi, a cui vanno aggiunti altri 103 episodi ancora in corso di indagine. Nel 2007 le indagini hanno riguardato 7 casi, 11 nel 2008.