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Il sindaco si dimette Arriva il comissario fino alle elezioni

di MARCO PALUMBO
— DIZZASCO —
ARRIVA il commissario prefettizio nel Comune che sino al 2004 ha vantato quanto a sindaco un invidiabile record di longevità. Già perché G...
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38.jpg 2009-03-18
di MARCO PALUMBO
— DIZZASCO —
ARRIVA il commissario prefettizio nel Comune che sino al 2004 ha vantato quanto a sindaco un invidiabile record di longevità. Già perché Giovanni Candiani, decano dei primi cittadini del territorio lario-intelvese è non solo, è stato al timone del Municipio «porta d’ingresso» della Val d’Intelvi dal 1981 al 2004. Ininterrottamente. Poi, complice la «scure» del secondo mandato, ha passato il timone a Franco Perini.
Il nuovo sindaco ha portato avanti un’eredità pesante e importante, ma poi qualche contrasto lo ha spinto il 24 febbraio scorso a rassegnato le dimisioni.


IERI MATTINA l’ultimo atto con la nomina del commissario, il viceprefetto aggiunto Domenico Roncagli. A lui il compito di traghettare il piccolo borgo di Dizzasco fino alle elezioni amministrative dei prossimi 6/7 giugno. Due mesi e poco più dunque con in mezzo la scadenza ormai impellente del Bilancio annuale.

«IL PROVVEDIMENTO - si legge in una nota diffusa dalla Prefettura cittadina - si è reso necessario a seguito delle dimissioni rassegnate dal sindaco lo scorso 24 febbraio, divenute irrevocabili ai termini di legge». Da qui la proposta, formulata al Ministero dell’Interno, del prefetto di Como, Sante Frantellizzi, di scioglimento del Consiglio comunale. La nomina del commissario è stata disposta dalla Prefettura cittadina «al fine di assicurare il normale funzionamento degli organi e dei servizi dell’ente». Quanto alle «grandi manovre» per l’imminente tornata amministrativa, sembrano esserci pochi dubbi. Giovanni Candiani, poche parole ma forti e chiare, come da carattere, conferma: «Certo. Mi ricandido a sindaco. E credo alla fine ci sarà una lista sola. Poi sia quel che sia. Parlano i fatti. Ovvero ciò che è stato fatto in tutti questi anni». Già perché 20 e più anni di amministrazione hanno davvero lasciato «un’impronta» in paese.









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