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Sono 1.018 gli anziani con la tessera. Appello dei sindacati a chi ha rinunciato

«Social card: non abbiate vergogna»

di MAURIZIO MAGNONI
— COMO —
SONO BEN 1.018 i pensionati comaschi residenti nel capoluogo che hanno avuto in dotazione dallo scorso mese di dicembre la social card ovvero la carta ma...
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2009-03-17
di MAURIZIO MAGNONI
— COMO —
SONO BEN 1.018 i pensionati comaschi residenti nel capoluogo che hanno avuto in dotazione dallo scorso mese di dicembre la social card ovvero la carta magnetica ricaricabile con 80 euro ogni due mesi per far fronte alle spese di primaria necessità come bollette di luce e gas e per fare la spesa messa a disposizione dal Governo. Ne hanno diritto i pensionati ultresessantacinquenni che hanno un reddito (certificabile tramite Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente) fino a 6 mila euro. A differenza di altre province italiane, a Como e soprattutto nel capoluogo non si sono rilevati casi di carte vuote rilasciate, se non un paio. Quindi solo pochi ricorsi all’Adiconsum e ad altri sindacati da parte di persone che si sono trovate, al momento della pagamento di una bolletta oppure in un supermercato, senza un euro caricato sulla card.

«DOPO le segnalazioni ricevute lo scorso mese di gennaio - spiega Lorenzo Trombetta, segretario territoriale dell’Adiconsum, il sindacato dei consumatori che fa riferimento alla Cisl - in base alle quali abbiamo riscontratto che effettivamente tre persone avevano la carta vuota al momento di pagare, non ci sono stati altri problemi. I problemi stanno nel fatto che tanti pensionati comaschi, nonostante questa social-card proprio non ce la fanno a tirare la fine del mese, sono sempre più in difficoltà. Insomma, pur apprezzando l’iniziativa del Governo questa card non è la panacea di tutti i mali. Senza dimenticare che già abbiamo avuto segnalazione da parte di tanta gente che, per vergogna e proprio per non farsi riconoscere, va a ricaricare la card in uffici postali fuori Como, aggiungendo quindi altre spese.
È LEGITTIMO, ma questo dimostra che chi ne usufruisce è solo la punta di un iceberg. Ci sono tante persone che, pur avendone diritto (in provincia di Como sono 8.700 i pensionati che vivono con la cosiddetta “minima” che supera di poco i 400 euro mensili), non hanno richiesto la card proprio per una questione di vergogna. E a questo proposito lancio un appello: si tratta di 40 euro al mese, non sono granchè, ma una cifra che può aiutare a far star meglio chi oggi è povero, dove per povero si intende chi è veramente povero, chi vive con pochi soldi al giorno, non può togliersi nessuna soddisfazione.

NON ABBIATE vergogna, ma rivolgetevi al sindacato e alle Poste per avere tutte le delucidazioni del caso». Gli fa eco Alfredo Puglia, responsabile del sindacato pensionati della Cisl. «Siamo in un periodo davvero difficile - sostiene - e se fanno fatica impiegati ed operai che portano a casa stipendi da 1000 o 1.200 euro al mese, figuriamoci i pensionati che vivono con la minima di 400 euro al mese. La social card è un diritto, occorre approfittarne senza farsi alcuna remora. Quaranta euro, per chi ha un reddito imponibile di 6 mila euro, sono quasi il 10% al mese in più. Certo, occorrerebbero misure maggiori per la tutela di questi nuovi poveri, ma è sempre meglio di nulla».









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