2008-11-15
di CORRADO CATTANEO
CANTÙ
PACE FATTA tra i commercianti di via Dante e il Comune di Cantù. Ma intanto chiude un altro negozio in via Ariberto, a non più di un centinaio di metri. Ha deciso di calare la carta della diplomazia lAmministrazione comunale dopo che per mesi larea compresa tra via Dante, via Volta e largo Adua, nel centro storico cittadino, ha dovuto fare i conti con una ridda di cantieri stradali. La Giunta ha dato il via libera al finanziamento di un progetto di promozione del commercio al dettaglio di questa zona. Unarea tra le più appetibili della città insieme a via Matteotti che però a differenza di questultima da ormai tre anni deve fare i conti con una serie di cantieri che, se hanno avuto leffetto di abbellire il centro, hanno anche notevolmente penalizzato gli affari dei negozianti. Così il Comune ha deciso di andare incontro alle richieste della categoria che qualche mese fa aveva inscenato una protesta vistosa esponendo cartelli per la cessione dellattività «causa Comune», e fare in qualche modo ammenda decidendo di finanziare un progetto di marketing dei negozi delle tre vie messo a punto dagli stessi commercianti.
IL PRIMO intervento sarà lo studio di un logo che rappresenti il neonato comitato della zona - e per questo a disposizione ci sono diecimila euro - e la stampa di un opuscolo in cui saranno presentati i vari negozi. Da gennaio, ogni seconda domenica del mese, sbarcherà in via Dante un mercatino dellantiquariato inizialmente pensato solo in piazza Garibaldi per poi proseguire durante lanno con iniziative e promozioni. Se nel quartiere Pianella, larea compresa tra via Dante, via Volta e largo Adua, per il commercio le cose sembrano sul punto di andare per il verso giusto, altrettanto non lo si può dire per la vicinissima via Ariberto, anchessa una delle strade storicamente più significative del centro. Qui le vetrine che stanno scomparendo sono ben quattro. Lultimo in ordine di tempo è un negozio di artigianato etnico aperto cinque anni fa che ha già annunciano la propria chiusura per il 9 febbraio, forse non casualmente proprio in occasione della festa patronale.