Lesperienza della Fondazione Mazzotti dopo 33 anni di impegno
Contro la malavita in nome di Cristina
di FEDERICO MAGNI
EUPILIO
«NON ABBIAMO mai dimenticato Cristina. La sua triste storia, ritornata al centro della cronaca in questi giorni, ha contribuito ad aiutare tante al...
2008-06-11
di FEDERICO MAGNI
EUPILIO
«NON ABBIAMO mai dimenticato Cristina. La sua triste storia, ritornata al centro della cronaca in questi giorni, ha contribuito ad aiutare tante altre vite che rischiavano di essere rovinate per sempre per colpa della malavita organizzata». Antonio Molteni, ex sindaco di Eupilio e membro della «Fondazione Cristina Mazzotti», spiega lesperienza del sodalizio fondato pochi mesi dopo la tragica conclusione del sequestro della ragazza sullonda emotiva di quellesperienza che coinvolse tutta lItalia.
«La fondazione nacque con lo scopo di assistere soprattutto le vittime dei sequestri, per dare un sostegno psicologico a quelle persone rimaste per molto tempo in una situazione di prigionia, persone costrette a soffrire, proprio come Cristina, ma che poi hanno ritrovato la libertà - continua Molteni -. Sono stati organizzati molti convegni in tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, con la collaborazione di magistrati molto importanti come Armando Spataro».
DOPO IL 1975, anno in cui la diciottenne Cristina Mazzotti fu rapita, tenuta nascosta in una buca e infine ritrovata morta in una discarica di Galliate, la famiglia Mazzotti, e in prima fila la mamma Carla e il padre Helios, hanno cercato di trasformare il grande dolore per la perdita della figlia in opere concrete a favore di chi aveva subìto il dramma della prigionia. «La famiglia cercò subito di intervenire per contrastare la piaga dei sequestri e per sostenere le persone che erano riuscite a ritornare da quellesperienza», spiega Molteni. La firma dellatto che sancì la nascita della fondazione porta la data del primo ottobre 1975: un mese dopo il ritrovamento del corpo di Cristina.
«LA VICENDA AVEVA coinvolto tutti e la famiglia da quel momento in poi cercò di combattere la criminalità organizzata attraverso iniziative che coinvolgessero prima di tutto i più giovani per cercare di prendere il problema alla radice - spiega Rina Rusconi, ex vicesindaco di Eupilio e segretaria della Fondazione Mazzotti -. Grazie a questa esperienza si iniziò a parlare anche di bullismo con 25 anni di anticipo rispetto alla cronaca di oggi. Contrastare condotte antisociali e responsabilizzare lopinione pubblica per cercare di migliorare il vivere comune, è questo lo scopo dei Mazzotti. Per fare ciò è stata creata una collaborazione con lUniversità La Sapienza dove ogni anno viene organizzato un incontro specifico su questi temi. Vengono assegnate borse di studio anche con la collaborazione di alcune università internazionali per cercare di aiutare gli studenti che hanno difficoltà».
Alcuni ragazzi orfani, legati a famiglie malavitose, proprio grazie alla fondazione, hanno potuto frequentare le scuole e proseguire gli studi. Lesperienza della «Fondazione Mazzotti» è stata portata avanti poi anche grazie allo sforzo dello zio di Cristina Eolo Mazzotti che seguì tutte le fasi del rapimento e successivamente si impegnò con il resto della famiglia nel tentativo di mantenere viva la memoria di Cristina.
LA SVOLTA di questi giorni che ha dato un nome e un volto a un altro responsabile del sequestro di Cristina e della sua morte ha creato sentimenti contrastanti nella piccola comunità di Eupilio che è tornata, dopo 33 anni, a fare i conti con una delle vicende più drammatiche.
«Qui a Eupilio non abbiamo mai dimenticato Cristina, ci sono molte persone ancora affezionate a lei. Nonostante ciò dobbiamo continuare a pregare anche per i suoi assassini - commenta padre Sebastiano Butto, da moltissimi anni alla guida della parrocchia, che celebrò il funerale di Cristina -. Una ragazza che è stata martirizzata e che quindi sta in cielo con i più grandi. Una volta allanno cerchiamo di tenere vivo il suo ricordo con la marcia di primavera dedicata alla sua memoria.