2008-05-20
di CORRADO CATTANEO
COMO
NON PIÙ di 25 sindaci donne su un totale di 162 Comuni comaschi, 8 consigliere provinciali su 30 posti a disposizione, un solo assessore a Villa Saporiti. Resta ancora molto da fare in tema di pari opportunità nella politica comasca. Se ne è parlato ieri nel corso della prima Assemblea delle elette, come è stata definita la riunione tenuta a Villa Gallia, ossia un incontro che ha fatto sedere a uno stesso tavolo oltre un centinaio delle 439 amministratrici lariane che ricoprono una qualsiasi carica in uno dei Comuni del territorio, in Provincia o in Parlamento. Il primo dato a emergere, naturalmente, è la mancanza effettiva di quote rosa visto che la differenza numerica tra colleghi e colleghe resta immensa, soprattutto nei posti che contano. Provincia e Comune di Como sono entrambi guidati da uomini e nelle rispettive giunte siede solo un assessore donna.
IN CONTROTENDENZA Cantù, seconda città per dimensioni del Comasco, dove sindaco è Tiziana Sala, ma in Giunta ha solo uomini, e Erba, quarta città per grandezza, con Marcella Tili a guidare l'Amministrazione. Se si allarga lo sguadro le cosa cambiano appena dato che in Lombardia i sindaci donna sono «solo 204, e fra loro solo 24 hanno meno di 40 anni: questo significa che per le donne, che sono il 51,2% della popolazione lombarda, c'è una certa difficoltà ad avvicinarsi alla politica precocemente. Certamente da un lato perché si dedicano più degli uomini alla gestione della casa e della famiglia, ma anche, mi pare di capire, per una mancanza di pari opportunità che scoraggia eventuali candidature», spiega l'assessore provinciale alle Pari Opportunità, Simona Saladini.
L'OBIETTIVO della riunione di ieri è stato quello di «fare il primo passo verso l'istituzionalizzazione di questa assemblea in modo da far condividere alle politiche comasche, indipendentemente dal colore politico di ognuna, una progettazione comune su temi quali le pari opportunità che, se fosse condivisa da tutte, ci darebbe una forza non indifferente», aggiunge. Proposta subito fatta propria da Chiara Braga, vicesindaco di Bregnano e neoparlamentare del Partito democratico: «Credo si sia compiuto un primo importante passo in avanti in tema di pari opportunità anche nel Comasco - spiega - la speranza è ora quella che a questa assemblea si riesca a dare continuità e soprattutto che possa contribuire a dare un segnale, troppo spesso a noi donne in politica viene riconosciuta una particolare sensibilità mentre molto più raramente si riconoscono anche le nostre competenze e la nostra tenacia, e questo ovviamente è un atteggiamento che deve cambiare».