2008-05-20
di CORRADO CATTANEO
CANTÙ
UN «GRUPPO di lavoro per la sicurezza» con esperti nominati dai sindaci, dalla prefettura e dalle forze dell'ordine. Un potenziamento della videosorveglianza, dei pattugliamenti e dell'illuminazione stradale, ma anche lotta all'immigrazione clandestina, al commercio ambulante abusivo, all'accattonaggio, allo sfruttamento della prostituzione, e ancora verifiche nei locali notturni e sulle strade.
SONO ALCUNI degli obiettivi che si pone il «Patto locale di sicurezza urbana» siglato ieri dal prefetto, Sante Frantellizzi, dai comandanti provinciali di carabinieri e guardia di finanza, i colonnelli Luciano Guglielmi e Rodolfo Mecarelli, dal questore, Massimo Mazza, dal presidente della Provincia, Leonardo Carioni, e dai sindaci dei Comuni di Cantù, Brenna, Capiago Intimiano, Carimate, Cermenate, Cucciago, Figino Serenza e Novedrate. Un patto biennale, il primo nel Comasco, per dare «una risposta congiunta alla cittadinanza sul tema della sicurezza», spiega il prefetto. L'accordo sarà ora esteso ad altre realtà lariane, compreso il capoluogo, dopo «il via libera del ministero dell'Interno per il potenziamento degli uomini a disposizione», spiega Frantellizzi. Il primo passo è però nel Canturino «per via dei tanti episodi di microcriminalità registrati in passato», tanto che per il sindaco di Cermenate, Federica Bernardi, «notiamo che alcuni cittadini sono persino scoraggiati a denunciare i furti». Le statistiche nella zona negli ultimi dodici mesi segnano comunque «una diminuzione nella zona di furti e rapine del 20-30%», precisa Frantellizzi. Tra i primi interventi del Gruppo di lavoro, a cui competerà la gestione operativa dell'accordo, vi sarà «la lotta allo sfruttamento della prostituzione sulla Novedratese». Il patto, oltre a un'azione congiunta e a uno scambio di informazioni costante tra i diversi enti nell'affrontare il tema dell'ordine pubblico, include anche l'incentivazione a effettuare investimenti strutturali, fra cui nuovi sistemi di videosorveglianza, «che per essere realmente funzionali devono essere realizzati in maniera uniforme per poter poi essere collegati alla centrale operativa dei carabinieri di Cantù: avere un tavolo tecnico dove discutere di questi aspetti ci aiuterà a non sprecare risorse come in passato», spiega il sindaco di Figino, Angelo Carpani. La prefettura si impegnerà poi «in sede governativa a chiedere un superamento dei limiti imposti alle dotazioni organiche delle polizia locali». Una richiesta, questa, formulata da tutti i sindaci presenti: «Senza risorse umane non si fa nulla», chiosa il sindaco di Cantù, Tiziana Sala. E anche per questo è importante non sprecare quelle esistenti: «Le singole iniziative dei Comuni - spiega il questore - anche se meritevoli, non possono essere realmente efficaci in tema di ordine pubblico. Solo grazie a un'avvicinamento di un territorio alle forze dell'ordine, come in questo caso, si possono avere risultati apprezzabili».