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Inchiesta a Potenza, seguivano il metodo Bernasconi

Una psicologa e il suo staff a processo

di PAOLA PIOPPI
— COMO —
MENTRE la Procura di Como si avvia verso le battute finali dell'indagine sulle cure di anoressia e bulimia alla Cascina Respaù di Como e alla clinica S...
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2008-03-29
di PAOLA PIOPPI
— COMO —
MENTRE la Procura di Como si avvia verso le battute finali dell'indagine sulle cure di anoressia e bulimia alla Cascina Respaù di Como e alla clinica SanaVita di Lugano, a Potenza sono stati rinviati a giudizio per il prossimo giugno una psicologa e il suo staff che avevano adottato la teoria neoreichiana per la cura delle proprie pazienti. Sarà dunque questo il primo processo in Italia a carico di medici e operatori sanitari che si sono ispirati ai metodi curativi del terapeuta svizzero Waldo Bernasconi - indagato a Como per esercizio abusivo della professione sanitaria assieme ad altri suoi collaboratori - promosse anche attraverso il centro Crisalide, un numero verde nazionale e un sito Internet oscurato dalla Guardia di finanza di Como nel corso delle indagini. L'accusa per il gruppo che lavorava anche al'interno dell'ospedale San Carlo di Potenza - struttura che si è costituita parte lesa nel procedimento giudiziario - è di somministrazione abusiva di farmaci e, in alcuni casi, violenza privata.

L'INDAGINE, coordinata dal sostituto procuratore Henry John Woodcock e condotta dalla Guardia di finanza, si è focalizzata attorno all'operato di una psicologa che lavorava sia all'interno della struttura ospedaliera sia all'esterno attraverso un'associazione di assistenza a ragazze con gravi disturbi alimentari. L'associazione - con un'organizzazione simile a quella della Cascina Respaù e di altri centri di cura per questo genere di problematiche - aveva a disposizione strutture residenziali per ospitare le pazienti. Proprio all'interno di uno di questi alloggi, nel 2002 si era suicidata una giovane in cura dalla psicologa, episodio che aveva portato all'ipotesi di omicidio colposo, poi riformata dal gip in «morte come conseguenza di altro reato». Le indagini erano iniziate nel 2003, ed avevano portato alla luce, secondo la Procura, un traffico illecito di medicinali che sarebbero stati prelevati dalla farmacia dell'ospedale e utilizzati in alcuni centri privati per curare le pazienti affette da disturbi del comportamento alimentare. La somministrazione sarebbe avvenuta anche da parte di personale non medico, e quindi non autorizzato a distribuire farmaci e stabilire dosaggi, ma dagli accertamenti erano emersi anche gli episodi che hanno portato alle altre accuse contestate: la richiesta di denaro ad una paziente, in circostanze che escludevano il pagamento della prestazione, e metodi violenti imposti ad alcuni ricoverati.

INTANTO il 12 aprile a Firenze si terrà la seconda udienza del procedimento disciplinare aperto dall'Ordine degli Psicologi della Toscana, al quale risulta iscritto Bernasconi, per verificare i requisiti professionali del terapeuta e alcuni episodi finiti sui giornali dopo l'apertura dell'indagine, in particolare il suicidio di una ragazza di Sondrio che precedentemente era stata in cura alla clinica SanaVita di Lugano.