2008-03-29
di CORRADO CATTANEO
COMO
RISTORANTI con cucina razionata o con bagni pubblici chiusi a chiave, acquedotti chiusi al calar del sole, aziende costrette a mandare proprie autobotti nei Comuni vicini per tenere aperte le produzioni. Sono problemi come questi che, dall'estate del 2009, i Comuni della Comunità montana del Triangolo Lariano, dal Pian del Tivano sino alle sponde del lago, si butteranno definitivamente alle spalle dopo decenni di sofferenze. Il tutto grazie all'accordo di programma siglato nella mattinata di ieri a Villa Saporiti tra la stessa Amministrazione provinciale e i Comuni di Nesso, Sormano, Veleso e Zelbio. Un accordo arrivato dopo aver trovato il milione e 150 mila euro necessario per realizzare un acquedotto che da Nesso, ossia dal Lago di Como, pomperà sino al Pian del Tivano l'acqua necessaria a dissetare il fabbisogno idrico estivo di paesi montani che, nei mesi di luglio e agosto, raddoppiano nei numeri di presenze le loro dimensioni.
L'OPERA, che partirà solo nei prossimi mesi visto che attualmente è pronto il progetto esecutivo di un solo lotto, e che terminerà «certamente entro l'estate del 2009», assicura il vicepresidente della Provincia, Francesco Cattaneo, sarà realizzata grazie agli 830 mila euro investiti da Villa Saporiti, i 200 mila stanziati dalla Comunità montana e i 50 mila assicurati dalle Amministrazioni di Sormano, Veleso e Zelbio. L'acqua sarà quindi presa da Nesso, dove non è mai mancata e anzi «è disponibile in abbondanti quantità grazie anche agli interventi realizzati in passato», spiega il sindaco Maria Luisa Cribioli, e pompata per circa quattro chilometri sino a raggiungere Sormano. Tra gli obiettivi leliminazione di un problema storico per chi abitava in questa zona del Comasco, ma anche dare un contributo al rilancio turistico del territorio della Comunità montana frenato negli anni da una carenza idrica che, a ogni estate, costringeva a richiamare in valle autobotti cariche di acqua, a razionare i consumi, a far chiudere alberghi e aziende. Tra queste, a Zelbio, paese di circa 200 anime, la Enervit, spesso costretta a far arrivare l'acqua necessaria alle sue produzioni dai paesi vicini via autobotte. «Con quest'opera assicureremo la soluzione completa del problema - spiega Cattaneo - con i risvolti positivi che questo comporterà per lo sviluppo turistico ed economico della zona».
NELL'AMBITO di questa operazione verranno anche realizzate le opere di collegamento fognario tra i Comuni di Veleso e Zelbio con il depuratore di Nesso. Se l'acqua dal 2009 arriverà senza problemi al Pian del Tivano, la restante parte della provincia dovrà anche iniziare a prestare maggiore attenzione al tema degli sprechi. Ancora oggi torna nel sottosuolo a causa di perdite circa il 28% dell'acqua potabile immessa nei vari acquedotti comaschi, con punte che arrivano sino al 50%. Troppi per un bene indispensabile come l'acqua: «Contiamo di far decollare l'Ato (Ambito territoriale omogeno, un ente previsto dalle norme che si occuperà della gestione della gestione degli acquedotti comaschi, ndr) entro la fine dell'anno. Certamente una volta partito, gli investimenti sulle reti aumenteranno notevolmente», conclude Cattaneo.