Milano, 19 giugno 2017 - Beh, adesso siamo sinceramente preoccupati. Sabato avevamo tirato un sospiro di sollievo. Sotto la bandiera della Camusso, la sinistra della sinistra si era ritrovata unita. Una buona notizia per il Paese. D’Alema, Bersani, e altre figure amate dalla gente (Stumpo, Fratoianni, Speranza….) tutte assieme sul fronte del lavoro e del no a Renzi. Ovviamente. Ma ieri, contrordine: l’unione c’è, ma è come un voucher, roba a termine, buona per una giornata. Al teatro Brancaccio in Roma, infatti, l’assemblea della Alleanza nazionale per la democrazia e l’uguaglianza, ha dovuto prendere atto che alcuni cespugli sono appassiti, e altri preferiscono germogliare in altri terreni. Insomma, se si è potuta registrare la presenza di forze importanti e popolari come Sinistra italiana, Possibile, l’Altra Europa con Tsipras, Articolo1-Mdp, quelle di cui più si discute nei bar, è venuto a mancare un personaggio non secondario in questo gioco unitario: Pisapia. Persona seria l’ex sindaco di Milano, con una ambizione coltivata da mesi: federare ciò che sta a sinistra del Pd, giudicato al Brancaccio da Tomaso Montanari (?) ... un pezzo della destra.

Ma se il federatore dice no alla consulta dei federatori, chi resta a federare, e cosa? Prodi (non ce ne voglia se lo accostiamo a questa compagnia) sta cercando di mettere assieme un po’ di cocci del servizio buono. Ma l’Ulivo rischia di essere un crisantemo; perché infilare nello stesso cilindro Renzi con Pisapia, Pisapia con D’Alema, Renzi con D’Alema, e magari pure con Letta, che ha ancora una campanella sullo stomaco, è impresa da mago Silvan più che da mago Romano. Figuriamoci, con il dovuto rispetto, se quelli del Brancaccio potranno trovare un collante che porti questa sinistra oltre la soglia…di esistenza. Le idee, del resto sono confuse. Fa caldo. Per dettagli come nome, progetto e simbolo, tutto è stato rinviato all’autunno. Magnifico. C’è un’estate intera per coltivare liti e rancori. Altro che voucher: una vocazione al suicidio a tempo indeterminato.