Milano, 12 gennaio 2018 - 

LETTERA

Ho letto dei tre stranieri che hanno seminato il panico su un treno, ferito una persona con un coltello e terrorizzato i passeggeri e che alla fine sono stati arrestati vicino alla stazione di Lodi. Ancora una volta ho provato paura. Per lavoro prendo il treno tutti i giorni. A volte mi attardo, e quindi viaggio anche con il buio inoltrato. Secondo me non è giusto che dei cittadini debbano rischiare di farsi ammazzare solo perché non si muovono in auto. Mariano C., Pavia

RISPOSTA

Quello che lei pone è un tema di cui ci occupiamo praticamente tutti i giorni, perché gli episodi di violenza nelle stazioni e su certi convogli si ripetono con una frequenza e una puntualità davvero impressionanti. Prendiamo atto con favore della decisione di far salire le guardie giurate sui convogli a maggior rischio. E siamo consapevoli del fatto che non si può presidiare ogni treno, ogni carrozza, a ogni ora del giorno e della notte. Meglio, si potrebbe, ma con costi pazzeschi. Quello della violenza lungo le principali tratte ferroviarie della Lombardia ormai è diventato un problema di ordine pubblico, e come tale va affrontato. Voglio dire che non bastano la buona volontà e la preparazione dei controllori e del personale di bordo. Qui sono le forze di polizia a dover intervenire. E la magistratura deve fare il resto. Quando un prepotente viene arrestato, si eviti l’indecenza di lasciarlo libero il giorno dopo. È un dato di fatto al quale la gente normale non riesce ad abituarsi. sandro.neri@ilgiorno.net