Milano, 7 dicembre 2017 - Incredibile come un uomo che non ha mai avuto problemi con la giustizia possa improvvisamente trovarsi nei guai per una cosa che certo non ha determinato. Sto pensando a Mirko Franzoni, di Brescia, che ora rischia 16 anni di carcere per aver sparato a un ladro. Aveva cercato di fermarlo, quello aveva reagito ed era morto per un colpo di fucile. Cos’altro avrebbe dovuto fare quest’uomo? Girare la testa dall’altra parte? Non posso crederci. Giovanni G., Milano

Il punto, in questo caso, sarà stabilire con precisione assoluta la sequenza dei fatti. L’allarme per il ladro avvistato paese, il suo inseguimento, il contatto con il cittadino armato e quello che è accaduto dopo. Una colluttazione o altro. Ma questi sono, lo so benissimo, dei puri tecnicismi. Eppure proprio su queste basi i magistrati possono ora formulare accuse, chiedere proscioglimenti, o mandare a processo. Il problema, infatti, è che non esiste una legge specifica che delimiti chiaramente, e senza possibilità di interpretazione, che cosa sia la legittima difesa e che cosa invece ecceda da questa scriminante. Nel Paese delle migliaia di leggi inutili, manca quella che potrebbe evitare a molti cittadini di ritrovarsi imputati in tribunale. La domanda è semplicissima: se mi trovo di fronte a un ladro che cosa devo fare? E se mi sento, a torto o a ragione, anche minacciato, posso o non posso fermalo usando un’arma legittimamente detenuta? Non dico che rispondere sia facile. Però lo ritengo doveroso. sandro.neri@ilgiorno.net