Milano, 28 dicembre 2017 - Spiace per la morte di Gualtiero Marchesi, ma fa piacere vedere come tanta gente comune - anche le persone che mai sono andate in un suo ristorante - abbiano voluto ricordarlo con affetto e omaggiarlo. Col suo stile, con quel modo di fare mite ma deciso, ha probabilmente dato una lezione di buone maniere a tutti noi. E di questi tempi ne abbiamo tutti grandemente bisogno. Spero che Milano sia solerte nel ricordarlo nel migliore dei modi. Piero Z., Milano

Gualtiero Marchesi ha dato moltissimo a Milano, ma il maestro stesso ha ricordato più di una volta come anche Milano gli abbia dato tanto, e abbia fatto la differenza. La scelta di lavorare qui e di tenere saldo il rapporto con la sua città ha sicuramente contribuito a farlo conoscere nel mondo. Anche se un genio è un genio, e Marchesi sarebbe diventato Marchesi in ogni caso. Diciamo che la metropoli ha funzionato da fattore facilitatore. Adesso Milano si impegni per ricordarlo e onorarlo come è giusto fare per uno dei suoi cittadini più illustri. Un uomo che, e lei ha colto bene, ha fatto della classe uno stile di vita. E che ha condotto tutte le sue battaglie con garbo ed eleganza. Prima per costruire una nuova idea di cucina in Italia. Poi per dire no alla logica che pretende di classificare i ristoranti, gli chef e le loro ricette seguendo criteri asettici, a volte incomprensibili. sandro.neri@ilgiorno.net