Milano, 14 novembre 2017 

LETTERA

Caro direttore, insopportabile sentire dire a ragazzine di 16 anni che mettere on line foto osè era soltanto un gioco. Non sto a discutere, e ci mancherebbe, della necessità di offrire loro la massima tutela e il massimo rispetto. Sto semplicemente dicendo che a 16 anni si è perfettamente in grado di capire cosa è meglio fare e cosa evitare, cosa è sicuro e che cosa è pericoloso. Purtroppo a queste giovanissime la situazione è totalmente scappata di mano. Una mamma, via mail

RISPOSTA

I giovanissimi sembrano vivere dentro un enorme paradosso. Da una parte sono assoluti padroni delle tecnologie, le maneggiano perfettamente, sanno tutto di pc, telefonini, deep web e altro ancora. Dall’altra, tuttavia, ignorano o fingono di ignorare i rischi che comporta mettere la propria vita in piazza. Perché tutto, oggi, viene cristallizzato. Tutto è per sempre. Una confidenza di troppo a un amico ai miei tempi poteva solo essere un errore, che prima o poi sarebbe stato perdonato, forse perfino dimenticato. Oggi una confidenza, o un errore, si annida dentro una memoria immateriale e può tornare fuori in ogni momento, anche in quello meno opportuno. Consigli, francamente, non ne ho molti, lascio la parola agli esperti. Mi limito a dire che l’esercizio della prudenza è un’attitudine che può essere rafforzata con l’esempio, con l’insegnamento e con l’educazione. E forse il compito di noi adulti è proprio questo. Comunicare uno stile di vita più attento alla salvaguardia di quel che conta per davvero. sandro.neri@ilgiorno.net