DOMANDA:

CARO DIRETTORE, adesso anche i Lombardi e i Veneti sono chiamati a dire la loro sulla proposta di dare maggiore autonomia alle loro regioni. E lo faranno con un referendum consultivo. Ma le pare possibile? Dico, con tutti i problemi che abbiamo, coi mutui e le tasse da pagare, e dopo quello che è successo in Catalogna, le pare possibile che si debba perdere soldi e tempo per esprimere un giudizio? Oltretutto, è ovvio che i Sì all’autonomia vinceranno. Lo si sa già. Giovanna B., Lecco

RISPOSTA:

GENTILE GIOVANNA, non solo mi pare possibile. Mi pare anche doveroso. E lo dico soprattutto pensando ai problemi che ha sinteticamente illustrato lei: i debiti da pagare e le tasse, ad esempio. Una maggiore autonomia delle regioni del Nord potrà dare benefici non solo alla Lombardia e al Veneto, ma al sistema economico nel suo complesso. E dunque a tutti i cittadini. Il paragone con la Catalogna mi pare del tutto fuori luogo. In primo luogo perché i referendum consultivi per le Regioni sono previsti dal nostro sistema, dalla Costituzione. In secondo luogo perché una cosa è ragionare di autonomia, un’altra di secessione o di separatismo. Il vero problema, semmai, arriverà dopo la consultazione popolare del 22 ottobre. Perché dovremo trovare il modo di incarnare questo proposito, di dare sostanza a una idea. E dovremo passare dalle buone intenzioni alle azioni concrete. sandro.neri@ilgiorno.net