Breascia, Il ritorno in Italia di Vanessa Ferrari, oltre alla delusione per una medaglia mondiale che era parsa alla sua portata ed invece è improvvisamente svanita, oggi è stato accompagnato soprattutto da una domanda. Sono in molti a chiedersi (e non solo tra gli appassionati di ginnastica artistica) se la campionessa bresciana, che il mese prossimo compirà ventisette anni, sarà in grado di risollevarsi come già le è capitato più volte nel corso di una carriera assolutamente unica nel suo genere. Un "viaggio" che l'ha condotta nell'Olimpo di questo sport, permettendole di conquistare 5 medaglie ai Mondiali, 10 agli Europei e una serie interminabile di vittorie individuali e di squadra, ma che, nello stesso tempo, l'ha costretta a fare i conti con una lunga serie di infortuni che le hanno impedito di volare ancora più in alto.

"Adesso - è stato il commento del suo allenatore Enrico Casella - deve solo pensare a guarire, poi sarà lei a decidere il da farsi". In effetti è sempre stata Vanessa, più forte di tutto e di tutti, a dirigere i suoi passi, proprio come ha fatto ai Mondiali a Montreal: "Ho visto che si poteva provare a vincere. Mi sentivo bene. Ho provato i salti in allenamento e non avvertivo particolari dolori. Mi facevano male i tendini, ma ormai sono abituata. Ci ho provato ed ho sentito uno strappo proprio mentre stavo spingendo per il salto. Sono arrivata di faccia ed ho visto un buco. Non ho nemmeno provato a rialzarmi perché ho capito subito che il tendine era andato. Non meritavo davvero questa sorte". La rottura del tendine d'Achille del piede sinistro (proprio quello operato un anno fa) durante le finali ha cancellato il sogno di una medaglia iridata di Vanessa, ma il carattere indomabile della "Farfalla" bresciana potrebbe decidere di scrivere un finale diverso ad una carriera che comunque verrà inserita negli annali.