Lumezzane (Brescia), 13 agosto 2017 - Il futuro del Lumezzane è sempre più appeso ad un filo. Il presidente Renzo Cavagna spiega senza troppi giri di parole la posizione della sua società e la scelta maturata: "Purtroppo i tempi della battaglia legale si stanno dilatando e abbiamo deciso che il Lumezzane non scenderà in campo fino a che la situazione non sarà stata chiarita e non si sarà dato quello che ci spetta, la serie C". Il 1 settembre il Collegio di garanzia terrà l'udienza in merito al ricorso presentato dalla società rossoblu contro la Figc, mentre il 13 è stata fissata la discussione collegiale del Tar del Lazio che ha già respinto la richiesta di sospensione avanzata dal legale del sodalizio valgobbino. "Fino a quel momento - rincara la dose il presidente Cavagna - non muoverò un dito, non porterò a Lumezzane allenatori e giocatori e la squadra non scenderà in campo".

La società rossoblu non vuole proprio arrendersi ed è pronta a "salire sulle barricate". La strategia del presidente Cavagna, in effetti, è più che delineata: "Se per caso non otterremo giustizia né al Tar né al Coni, andremo avanti. Procederemo con il tribunale ordinario e con la Corte Europea, chiederemo i danni, economici e morali, alla Figc. Non siamo stati considerati e tutto quello che è accaduto è irregolare proprio come la fidejussione del Rende, poi, riammesso, e come i Campionati di Mantova e Maceratese, che nel prossimo Campionato saranno penalizzate di due punti dopo aver causato la retrocessione di una società virtuosa come la nostra". Il Lumezzane, che finora ha in rosa solo giocatori che facevano parte della Berretti dello scorso anno, incrocia... le gambe e preannuncia di non voler scendere in campo nella gara di Coppa Italia di D con il Rezzato e nelle prime due giornate di Campionato (il 3 e il 10). E' più che mai il caso di chiedersi quale potrà essere il futuro della blasonata formazione valgobbina...