Brescia, 31 ottobre 2017 - Sono bastate tre giornate alla serie A femminile per assumere una fisionomia che molti avevano pronosticato alla vigilia. In effetti in testa a punteggio pieno ci sono solo Brescia e Juventus, con la Fiorentina campione d'Italia in carica che è all'inseguimento, attardata da un pareggio. Le altre compagne di viaggio, a parte il Verona, che ha le carte in regola per cercare di inserirsi nella lotta per la pole-position, sembrano destinate a rimanere ben presto staccate dal terzetto che sembra destinato a contendersi sino alla fine il titolo tricolore.

Una situazione che merita un breve approfondimento perché, se è doveroso inserire tra le aspiranti alla vittoria finale le viola campionesse in carica e la "neonata" Juventus, che ha rilevato i diritti del Cuneo, tesserando le giocatrici più forti della serie A, al Brescia spetta un occhio di riguardo. In effetti le Leonesse, nonostante tutte le partenze e la costruzione in estate di un gruppo ricco di giovani promesse affidato alle cure tecniche di Giampietro Piovani, sono ancora protagoniste. La squadra del presidente Giuseppe Cesari, pur se profondamente rinnovata, sta facendo vedere che anche questo ciclo tutto nuovo può conservare al Brescia il posto tra le grandi del calcio femminile che la formazione biancazzurra occupa ormai da cinque anni a questa parte. In questo senso il mese di novembre sarà di grande importanza per capitan Cristiana Girelli e le sue compagne, visto che sabato saranno di scena in casa della Fiorentina dell'ex Elena Linari per un big-match che può fornire indicazioni di grande importanza. Una sorta di rivincita della Supercoppa, vinta nelle scorse settimane dal Brescia con un secco 4-1, alla quale guarda con interesse pure la Juve, che spera in un risultato che le consenta l'allungo solitario in vetta. Un “esame” che per Piovani e le sue giocatrici sarà il ghiotto antipasto al doppio confronto degli ottavi di Champions con le francesi del Montpellier. Saranno questi "passi" a dire se il "nuovo" Brescia può già dirsi grande.